Lo scontro tra Bruti e Robledo torna all’attenzione della prima Commissione del Csm, che dovra’ valutare la sussistenza di presupposti per avviare procedure di trasferimento per incompatibilita’. Lo ha deciso il comitato di presidenza di palazzo di Marescialli, nella riunione che si e’ svolta questa mattina. Al vaglio anche le nuove accuse di Bruti: “La moglie di Robledo lavora all’ufficio legale di Expo”.
Il comitato di presidenza (di cui fanno parte il vice presidente Giovanni Legnini, il primo presidente e il pg di Cassazione, Giorgio Santacroce e Gianfranco Ciani) “ha deciso di investire la prima Commissione al fine di valutare – si legge in una nota – eventuali profili di incompatibilita’ ambientale e/o funzionale derivanti dal conflitto che si e’ venuto a determinare”.
A sollecitare l’invio degli atti anche alla prima Commissione era stata la settima Commissione, competente sull’organizzazione degli uffici giudiziari, che martedi’ aveva trasmesso a tal fine il documento giunto dal Consiglio giudiziario di Milano che, il 28 ottobre scorso, aveva rilevato “l’urgenza derivante da una situazione conflittuale ormai insanabile e insostenibile”, e “un quadro d’assieme fortemente deteriorato”, dopo la decisione del capo della Procura milanese Edmondo Bruti Liberati di revocare all’aggiunto Alfredo Robledo le deleghe come capo del pool Anticorruzione. Il Comitato di presidenza ha inoltre autorizzato la trattazione congiunta, da parte di entrambe le Commissioni, di “tutte le problematiche” contenute negli atti pervenuti al Csm, “risultando evidente – si spiega nella nota – una stretta correlazione tra la valutazione dei profili organizzativi e gli accertamenti sui fatti” contenuti nei documenti giunti a palazzo dei Marescialli.
Legnini, su Bruti-Robledo decisione tempestiva – La prima e la settima Commissione del Csm tratteranno “con priorita’” la pratica riguardante lo scontro in Procura a Milano tra il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati e l’aggiunto Alfredo Robledo. Questo l’invito espresso dal Comitato di presidenza del Csm, nell’assegnare oggi anche alla prima Commissione gli atti riguardanti il caso. “La volonta’ del Csm – dichiara il vice presidente Giovanni Legnini – e’ quella di assumere le decisioni in modo tempestivo e risolutivo a tutela dell’autorevolezza, del prestigio e dell’immagine della Procura della Repubblica di Milano, dei magistrati che in essa operano e dei cittadini”.
