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Cronache
Bruti verso la pensione anticipata. Ed è caos sull'inchiesta Expo

Si avvicina la rivoluzione nella Procura di Milano. Sullo scontro Bruti-Robledo Pg e Csm hanno rinviato tutto a dopo l'estate. Ma col dl del governo Renzi a ottobre il procuratore capo può andare in pensione anticipata. Intanto gli effetti della guerra interna si fanno sentire sull'inchiesta Expo. Nuovo esposto di Robledo. Un indagato smetta di collaborare, un altro chiede lo spostamento a Brescia. 

BRUTI IN PENSIONE? - Dopo il salomonico rinvio a settembre da parte di Csm e procuratore generale della Cassazione pareva proprio che lo scontro intestino alla procura di Milano tra Bruti Liberati e Robledo potesse finire nel dimenticatoio. E invece... La permanenza di Bruti Liberati, come d'altra parte scritto da Affaritaliani.it qualche settimana fa, non è per niente sicura. Non solo a causa di questo scontro che può teoricamente portare anche alla non riconferma da parte del Csm, nonostante le dichiarazioni di Vietti facciano presagire il contrario. Ora sulla strada del procuratore capo milanese ci si mette anche il decreto legge del governo Renzi sui magistrati. Sì, perché al di là dei dubbi interpretativi sulla norma pare proprio che, mentre tutti i magistrati ultrasettantenni potranno restare in servizio sino al 31 dicembre 2015, quasi subito verrebbero invece pensionati a 69 anni il presidente della Corte d’Appello milanese Gianni Canzio a gennaio, mentre prima di lui, a ottobre, toccherebbe proprio a lui, Bruti Liberati. Il procuratore capo, come era suo diritto prima di questa norma, aveva già chiesto e ottenuto di restare in servizio fino ai 75 anni, andando al di là del termine dei 70. Ma ora la norma sembra prevedere che della proroga potranno giovarsene solo chi ha già compiuto 70 anni nel momento dell'entrata in vigore della nuova norma. E Bruti, per un anno, resterebbe dunque fuori e Milano dovrebbe trovarsi un nuovo procuratore.

CAOS EXPO - Ma intanto non smettono di farsi sentire gli effetti della guerra Bruti-Robledo su processi e inchieste della procura di Milano. Come anticipato da Affari, dopo la sospensione richiesta e ottenuta da Podestà sul suo processo ecco che anche altri indagati prendono il suo esempio. In particolare, è l'inchiesta Expo che rischia di piombare nel caos. Bruti ha avocato a sé tutti gli interrogatori del caso ma Robledo non ci sta. Il procuratore aggiunto ha presentato un esposto bis al Csm. E non è tutto. Il manager Antonio Rognoni ha già smesso di collaborare con i magistrati. Vuole parlare solo con Robledo, il primo con cui aveva parlato. Una decisione pesante, visto che Rognoni aveva cominciato a spiegare al pm perché la Mantovani era riuscita a strappare l'appalto della "piastra" dell'Expo a Impregilo. Frigerio, invece, vuole essere ascoltato soltanto da Bruti ma allo stesso tempo prova la strada di Podestà, chiedendo il trasferimento del processo a Brescia motivandolo col fatto che i magistrati milanesi non sono sereni. Trasferimento o no una cosa è certa: nella procura di Milano non si respira di certo un bel clima.

 

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