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Cronache
Bruti-Robledo, una guerra dall'esito annunciato
LEGGI IL DOCUMENTO ORIGINALE CON CUI BRUTI HA "LICENZIATO" ROBLEDO

Prosegue lo scontro tra Bruti Liberati e Robledo. Sul pm, cacciato dal pool anticorruzione, le accuse sulla gestione "anomala" di 170 milioni. La Bcc di Carate Brianza lo difende ma spunta una norma contro di lui. Robledo: "Chiederò audizione urgente al Csm". Ma è destinato a perdere una guerra nella quale Napolitano ha già preso le parti di Bruti (tra l'altro favorito nella proroga del mandato sino a termine 2015). Anche Pisapia e Sala stanno col procuratore capo. Ecco perché...

I 170 MILIONI - Di guerra si tratta per davvero. E dopo le polemiche su assegnazioni di inchieste, interrogatori e fascicoli nascosti, si alza ulteriormente il tiro. Già, perché Bruti non si è limitato a rimuovere Robledo ma ha anche segnalato al Csm presunte anomalie di Robledo in maniera maliziosa. Malizia tutta indirizzata su 170 milioni (poi scesi a 90) sequestrati dallo stesso Robledo nell'ambito di un'inchiesta su 4 grandi banche internazionali accusate di truffa ai danni del Comune di Milano per la vendita dei famosi "derivati". La somma sequestrata sarebbe stata depositata da Robledo alla banca Bcc di Carate Brianza. Banca che difende Robledo a spada tratta, attraverso le parole del presidente Annibale Colombo al Corriere della Sera: "E' un'operazione limpida e trasparente. Il dottor Robledo lo conosciamo da quando era pretore qui a Desio. Ormai le preture non esistono più... figuriamoci quanto tempo è passato. Poi ci siamo persi di vista". Tutto questo anche se spunta una norma del 2009 che prescrive di affidare i soldi sequestrati nel corso di un'inchiesta al Fondo unico giustizia. Una prescrizione che sarebbe dunque stata evitata da Robledo, mentre la somma milionaria avrebbe fruttato interessi maggiori proprio per la sua collocazione. Anche se la difesa di Robledo pare spieghi la vicenda proprio per i maggiori introiti assicurati allo Stato. Ma a complicare le cose spunta una lettera del 2012: Bruti Liberati lamenta infatti di non aver avuto "alcuna previa informazione" in proposito e neanche "dettagliate spiegazioni" dopo che il 10 luglio 2012 in procura a Milano era arrivata una lettera a firma dell’amministratore delegato di Equitalia che lamentava la mancanza di alcune comunicazioni da parte della Bcc di Carate Brianza in merito a quei fondi.

IL FRONTE GIUDIZIARIO - Ora tutto si sposta nuovamente nelle mani del Csm. Dopo la decisione pilatesca della scorsa estate, il nuovo Consiglio Superiore della Magistratura si ritrova a dover gestire una patata più che bollente. Ma l'esito di questa guerra appare piuttosto scontato. Già, perché il Csm e persino il presidente della Repubblica Napolitano si sono espressi piuttosto chiaramente a favore di Bruti Liberati, ricordando le ampie prerogative e la libertà d'azione di cui gode e deve godere un procuratore capo, a maggiore ragione in un ufficio complesso come quello milanese. Affermazioni ufficiali o ufficiose che non possono che avere dato slancio alle posizioni di Bruti Liberati, che si è visto anche prorogare il momento fatidico della pensione. Pensione che doveva arrivare già questo autunno ma che è stata rimandata invece a fine 2015. Appare davvero difficile che il nuovo Csm, al quale peraltro Napolitano ha ricordato al suo insediamento di usare maggiore severità verso i pm che sbagliano e di intensificare l'utilizzo del trasferimento d'ufficio, inverta la rotta. Ricordando che tra pochi, ormai pochissimi, mesi parte l'Expo.

IL FRONTE POLITICO - Ma non c'è solo la vicenda giudiziaria. C'è anche quella politica. Perché i soliti bene informati raccontano che Bruti Liberati è lo "scudo" di Pisapia e anche di Sala. Il sindaco di Milano e il commissario straordinario di Expo non hanno mai detto una parola sullo scontro durissimo tra Bruti e Robledo. Ma c'è chi mormora che abbiano fatto, sotto sotto, il tifo proprio per il procuratore capo. Che si è "scordato" l'inchiesta di Sea in cassaforte, con grande scorno proprio di Robledo. E che - mentre "cadono" i top manager Paris e Acerbo - non pregiudica l'evento con interventi drastici sul vertice. Insomma, è innegabile che a torto o a ragione, la politica si senta più rappresentata nelle sue esigenze da Bruti Liberati. Un bene o un male? Difficile dirlo.

ROBLEDO FA FRETTA AL CSM: "NESSUN RAPPORTO CON LE BANCHE" - "Chiedero' una audizione urgente al Csm". Sceglie di passare al contrattacco il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo, dopo che il procuratore Edmondo Bruti Liberati gli ha tolto la delega di coordinatore del pool anticorruzione. In particolare Robledo vuole ribattere al quarto punto dei sette contestatigli da Bruti, quello sulle anomalie nella gestione dei 172 milioni di euro sequestrati ai tempi dell'inchiesta sui derivati. E si difende sulle banche: "Con le banche presso cui ho depositato i 172 milioni sequestrati nel procedimento sui derivati - afferma - non ho nessun rapporto personale. Fino al 1995 ho ricevuto lo stipendio presso il Credito Cooperativo di Carate. Il sequestro dei soldi e' del 2009, 14 anni dopo. Ho scelto questa banca - prosegue - perche' non ha scopo di lucro e investe in progetti economici per gli imprenditori, non fa finanza. Inoltre, dopo quella di Roma, e' la seconda Cassa Rurale in Italia e, in caso di fallimento, restituisce i depositi. Era un'operazione blindata".

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