Caso Ricina, appunti sul menù e serata in pizzeria: ecco che cosa c’è dietro al sequestro del telefono della figlia Alice
Continuano le indagini sul “caso ricina”, l’avvelenamento costato al vita a madre e figlia a Pietracalla (Campobasso). La svolta nelle indagini riguarda il sequestro del cellulare dell’altra figlia e sorella delle vittime, Alice. Gli inquirenti credono che all’interno del suo cellulare possano esserci elementi utili alle indagini.
La ragazza non è indagata, ma i pm vogliono vederci chiaro e analizzando il suo dispositivo, partendo addirittura da un mese prima rispetto a quella tragica cena della vigilia di Natale. Gli investigatori recupereranno chat “inerenti ai contatti” della ragazza con papà, mamma e sorella, un controllo “finalizzato ad accertare i rapporti intercorrenti tra essi” e “le ultime comunicazioni con le vittime”.
Ma l’indagine procede a 360 gradi, anche perché ci sono cinque medici indagati per la sospetta sottovalutazione del caso clinico, poi ci sono da chiarire una serie di altri aspetti. I pm non si sbilanciano ma credono nella nuova pista investigativa, sotto al lente di ingradimento ci sono anche i contatti con la stessa Alice e undici tra familiari e amici e quella particolarità della serata in pizzeria e la mancanza a quella cena di famiglia. Il padre e marito delle vittime ha anche svelato il menù: “Giardiniera, affettati e cozze”.

