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Cronache
Coronavirus, ecco la ricetta di Sofar per i pazienti e gli ospedali in trincea

In quello che rimarrà nella storia come uno dei periodi più difficili per il nostro Paese, fare la propria parte per essere vicini a chi ha più bisogno è un dovere di tutti. Aziende comprese. E Sofar, realtà lombarda impegnata in ricerca e innovazione di farmaci, integratori alimentari e dispositivi medici di alta qualità, ha deciso di dare una mano ai pazienti che combattono la loro lotta in ospedale contro il Covid-19.

Fondata nel 1968 come attività di produzione e distribuzione, con un fatturato pari a 113 milioni di euro, l’azienda si è nel tempo distinta per la capacità di offrire soluzioni all’avanguardia anche in ambito tecnologico che la portano ad avviare la produzione di una linea di farmaci, integratori alimentari e dispositivi medici. Nel 2007 avvia un processo di internazionalizzazione ed oggi ha 330 dipendenti sul territorio italiano, sei sedi dirette (Italia, Svizzera, Romania, Lituania, Usa, Russia) e partner quasi in ogni Paese del mondo, dall’Australia al Middle East.                                  

Adesso iniziato a fornire, e continuerà a farlo fino a quando non terminerà l’emergenza, il suo Probiotico che contribuisce a ripristinare la flora intestinale e un dispositivo medico per la prevenzione e il trattamento delle lesioni cutanee che possono interessare i pazienti più fragili ricoverati a causa del Covid-19. La donazione interessa diversi ospedali non solo nelle aree maggiormente colpite della Lombardia, ma anche di Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, tra cui l’Ospedale Maggiore di Parma.  Ma la partecipazione dell’azienda non finisce qui. Sofar sa bene quanto sia importante tutelare tutti, cittadini e lavoratori tra cui  il personale sanitario,  proteggendoli con i dovuti dispositivi, mascherine in primis.  Ed è per questo che l’azienda ha deciso di fornire 40mila mascherine protettive FFP2 al Comune di Bergamo, territorio particolarmente colpito da questa terribile pandemia,  affinché possa continuare la battaglia contro il virus con un’arma in più. 

La donazione giunge a noi come un respiro di speranza”, commenta il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori.  “Ogni gesto di solidarietà rappresenta un’iniezione di energia e di fiducia nell’affrontare questo momento così complicato per la nostra Città e il nostro Paese. Le mascherine donate da Sofar -aggiunge Gori - sono già in fase di distribuzione gratuita ai nostri concittadini che ne sono sprovvisti attraverso la rete dei negozi di vicinato e dei volontari, che ci hanno dato e continuano a darci una grande mano in queste settimane. Sono oltre 250mila le mascherine che il Comune di Bergamo ha immesso in città nelle scorse settimane”.

Nell’esprimere la propria vicinanza a coloro che hanno perso i propri cari, ai pazienti e a tutti gli operatori sanitari, Sofar sottolinea la necessità di una sempre più forte cooperazione tra il settore pubblico e quello privato al fine di riuscire a dare risposte veloci e concrete ai pazienti. “Sono certo che se ciascuno di noi farà la propria parte, riusciremo a sconfiggere questa terribile pandemia  -sottolinea l’amministratore delegato, Andrea Biffi- ed è questo pensiero che mi ha spinto, come rappresentante di una azienda impegnata a migliorare la salute e la qualità della vita delle persone,  a  essere di aiuto a partire dalle Regioni del Nord, duramente colpite da questo tsunami, continuando poi anche nel resto del Paese. Stiamo lavorando infatti per raggiungere anche i cittadini di altre Regioni, tra cui le Marche e il Lazio”.

Questa operazione è in linea con la filosofia dell’azienda fortemente radicata nel Paese e in particolare nell’area di Milano (sede centrale) e Bergamo (Laboratorio microbiologia avanzata presso il Kilometro Rosso), da sempre vicina al territorio nel quale opera con iniziative per la popolazione e con progetti di ricerca nel campo del microbiota e non solo.

 

 

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