Crans Montana, su Canale 5 emerge un nuovo inquietante dettaglio. VIDEO - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 16:17

Crans Montana, su Canale 5 emerge un nuovo inquietante dettaglio. VIDEO

Le immagini di Mattino Cinque mostrano la porta di sicurezza chiusa a chiave la notte dell’incendio al Constellation. Vetri in plexiglass, calore insostenibile e una via di fuga inutilizzabile: nuove ombre sulla tragedia

Un dettaglio inquietante, documentato dalle telecamere di Mattino 5, rischia di far crollare definitivamente la versione dei Moretti, titolari del locale Le Constellation di Crans-Montana, teatro della strage di Capodanno costata la vita a 40 persone.

Al centro dello scoop firmato dall’inviato Davide Loreti c’è una porta di sicurezza, che avrebbe dovuto consentire la fuga durante l’incendio ma che, secondo le immagini e le ricostruzioni, risultava chiusa a chiave nel momento più drammatico.

La porta che non si apriva

Le telecamere mostrano chiaramente l’esterno della struttura: vetri in plexiglass, una veranda che avrebbe intrappolato i ragazzi all’interno, amplificando l’effetto del calore e rendendo impossibile la fuga.

Entrando nel locale, il quadro è ancora più angosciante.

«L’odore dell’incendio è ancora fortissimo, a tre settimane di distanza», racconta l’inviato.

Poi l’inquadratura si sofferma su quella che ormai è diventata la porta simbolo della tragedia: una porta di servizio estremamente resistente, annerita, deformata dal fuoco.

«Neanche con un tavolino si sarebbe potuta sfondare», spiega Loreti, mostrando la struttura massiccia dell’uscita.

Uscita di emergenza o semplice porta di servizio?

Secondo quanto riportato anche dal quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung (NZZ), quella porta avrebbe dovuto essere segnalata come uscita di emergenza. Era una condizione esplicita inserita negli atti relativi al permesso edilizio del 2015, rilasciato per la realizzazione della veranda in vetro davanti all’ingresso principale.

Eppure, durante l’interrogatorio, il titolare Jacques Moretti avrebbe definito quella stessa uscita una semplice “porta di servizio”, minimizzandone il ruolo.

Un punto che ora assume un peso enorme: se fosse stata davvero un’uscita di emergenza, perché era chiusa? E perché non era segnalata come tale?

Una verità sempre più scomoda

Più emergono dettagli, più la ricostruzione ufficiale appare fragile.
La combinazione di uscite inaccessibili, strutture in plexiglass, calore elevatissimo e assenza di vie di fuga efficaci sta delineando uno scenario che va ben oltre la fatalità.

La porta chiusa diventa così il simbolo di una tragedia che forse si poteva evitare.