Crans-Montana, la vicesindaca: "Chiediamo scusa per le mancanze sui controlli" - Il racconto di Jacques e Jessica Moretti il giorno dopo l'incendio - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 11:20

Crans-Montana, la vicesindaca: "Chiediamo scusa per le mancanze sui controlli" - Il racconto di Jacques e Jessica Moretti il giorno dopo l'incendio

Bonvin Clivaz ribadisce che il municipio non intende dimettersi: “La questione non si pone affatto, al contrario. Stiamo lavorando sodo"

Crans Montana: il racconto dei Moretti il giorno dopo l'incendio

A poche ore dall'incendio del 31 dicembre che ha devastato il bar Le Constellation causando 40 morti e 116 feriti, i gestori Jacques e Jessica Moretti hanno reso ai magistrati svizzeri un primo, lungo racconto della notte del disastro. A darne conto è l'emittente francese BfmTv. Ascoltati separatamente, come da procedura, i due – ora entrambi indagati per omicidio, incendio e lesioni colposi; lui in carcere e lei ai domiciliari – hanno descritto la dinamica della serata, l’uso dei fuochi di bengala e i tentativi di soccorso. Jacques Moretti ha cominciato il racconto dalla cameriera 24enne Cyane Panine, una delle vittime. "Ho cresciuto un ragazzo come fosse mio figlio, era il suo fidanzato. Lui e io abbiamo provato a rianimarla per più di un'ora, finché i soccorsi ci hanno detto che era troppo tardi".

Jessica Moretti ha aggiunto: "Cyane era come una sorellina. Aveva passato il Natale con noi. Sono devastata". Dalla ricostruzione dei due emerge che la serata era iniziata in modo tranquillo. Jessica racconta di essere arrivata alle 22.30 e di aver trovato pochi clienti: "A mezzanotte c’era pochissima gente". Verso l’1, però, il locale si riempie fino a circa un centinaio di persone. Poi il momento critico: le cameriere, con il volo mascherato, portano ai tavoli bottiglie con fuochi di Bengala salendo sulle spalle dei colleghi. "All’improvviso ho percepito un movimento di folla", racconta la donna. Subito dopo ha visto "una luce arancione nell’angolo del bar" e ordinato l’evacuazione: "Ho urlato ‘Fuori tutti!’ e ho chiamato i pompieri. Erano le 1.28".

Avvisato dalla moglie con una telefonata durata 11 secondi – "C’è fuoco al Constel, vieni subito!", Jacques Moretti corre al locale. Spiega agli investigatori che ha provato a entrare dalla terrazza, ma senza riuscirci: "Era impossibile, c’era troppo fumo". Racconta di aver raggiunto la porta di servizio, trovata chiusa, e di averla forzata con l’aiuto di altre persone: "Ha ceduto in pochi secondi". Dentro, diverse persone erano già a terra, prive di sensi. "Cyane era tra loro. Le abbiamo trascinate fuori e messe in posizione di sicurezza, poi abbiamo fatto massaggi cardiaci". Sulla sicurezza del locale, i gestori sostengono che il bar – acquistato nel 2015 – fosse stato rinnovato completamente, con due uscite regolarmente indicate, estintori presenti e "due-tre controlli dei vigili del fuoco" negli ultimi dieci anni senza mai avanzare "alcuna richiesta di ristrutturazione o modifica dei locali". Nessun sistema di spegnimento automatico.

Per quanto riguarda i fuochi di Bengala, Jacques parla di una pratica "abituale" e finora senza incidenti: "Durano tra 30 e 40 secondi, abbastanza per portarli dal bancone al tavolo senza che nessuno si faccia male". Jessica aggiunge: "Non lasciamo mai che i clienti li usino. Quando si spengono, li mettiamo subito in un bicchiere d’acqua". Sul fatto di far salire le cameriere sulle spalle dei colleghi, e avvicinarle quindi al soffitto, la donna precisa: "Non era la prima volta, ma non era qualcosa che facevamo sempre. Non l’ho mai impedito, ma non l’ho mai ordinato". I gestori ammettono la possibilità che siano entrati minorenni, nonostante le regole interne: "Facciamo il massimo per controllare, ma tra documenti falsi e situazioni che non conosco, non è impossibile che ci siano stati problemi". La notte del rogo tra le vittime figurano infatti numerosi adolescenti, alcuni sotto i 16 anni. In chiusura d’audizione, Jacques Moretti afferma: "Sono devastato, mi sento responsabile di non aver saputo proteggere tutte le vittime". La moglie conclude così: "E' il dramma della mia vita. Non so come farò ad andare avanti".

Crans-Montana, la vicesindaca: "Chiediamo scusa per le mancanze sui controlli"

"Porgiamo le nostre scuse e chiediamo perdono a tutte le famiglie in lutto e afflitte dal dolore”. Lo ha detto la vicesindaca del Comune di Crans-Montana, Nicole Bonvin Clivaz, intervistata dalla tv svizzera Rts. Quanto alle polemiche sul sindaco Nicolas Féraud per non aver chiesto scusa alle famiglie delle vittime in merito ai mancati controlli nel bar in cui è esploso l’incendio, la vicesindaca ha aggiunto: “Oggi è necessario formularle. Nel vivo dell’azione, siamo maldestri, non è comune vivere una situazione del genere. Ci è voluto davvero molto coraggio per affrontarla. E ne avremo ancora bisogno”.

E sull’inchiesta in corso ha sottolineato: “Abbiamo una responsabilità nei confronti di questa mancanza” aggiungendo che “oggi non abbiamo le risposte vere”.

Bonvin Clivaz ribadisce che il municipio non intende dimettersi: “La questione non si pone affatto, al contrario. Stiamo lavorando sodo. Ogni giorno in Municipio riceviamo e-mail offensive. Ma è comprensibile, è normale. Correggeremo il tiro. Abbiamo sbagliato, ora faremo la cosa giusta” ha concluso la vicesindaca di Crans Montana.

Crans-Montana, Metsola, 'profondamente scossa, ora decisioni per assicurarci che non accada mai più'

"Siamo accanto a voi, stiamo pensando a tutti voi, siamo qui per voi. Sono profondamente scossa da quello che è accaduto e, come madre di 4 figli di più o meno la stessa età delle vittime che abbiamo perso quel giorno di Capodanno, non posso immaginare il dolore profondo che i genitori, famiglie e amici" stanno vivendo. Ad affermarlo è il presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, intervistata da Tg2Post diretto dal direttore Antonio Preziosi in Svizzera dove ha partecipato alla cerimonia di commemorazione che si è svolta oggi per ricordare le vittime dell'incendio durante la notte di Capodanno nel bar Le Constellation di Crans-Montana. "Adesso - sottolinea Mestola - è il momento delle decisioni, di vedere cos'è accaduto e di assicurarci che questo non accada mai più, di vedere cosa possiamo fare, di mettere delle regole, di vedere che le ispezioni vengano fatte in modo che tutti abbiano la possibilità di festeggiare in sicurezza".