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Crozza-Piantedosi: “Nessuni favoritismo, solo il curriculum… sempre il curriculum”

Ancora una volta Maurizio Crozza usa la satira per colpire uno dei temi più discussi della politica italiana. Nella nuova puntata di Fratelli di Crozza, il comico veste i panni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e costruisce un monologo tutto giocato su una parola chiave: curriculum.

Il riferimento è al caso che coinvolge la giornalista Claudia Conte, ma Crozza trasforma la vicenda in una parodia surreale, dove ogni domanda — anche la più scomoda — riceve sempre la stessa risposta:
“Assolutamente no, guardavo solo il curriculum”.

Da qui prende forma un botta e risposta volutamente assurdo. Ogni possibile dubbio su favoritismi o relazioni personali viene respinto con una difesa meccanica, quasi automatica, che diventa il vero bersaglio della satira. Il “merito”, nella versione di Crozza, è una formula ripetuta fino a svuotarsi di significato.

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Il monologo si arricchisce di dettagli grotteschi: incarichi istituzionali, insegnamenti alla scuola di polizia, testimoni improbabili. Tutto viene ricondotto sempre allo stesso punto, con una logica volutamente forzata che fa emergere il paradosso.

“Se anche mia moglie avesse avuto quel curriculum…”
è una delle battute più incisive, che sintetizza l’intero impianto comico: il merito come alibi universale.

Non manca poi il confronto, altrettanto ironico, con altri casi politici. Crozza inserisce un riferimento a Gennaro Sangiuliano, trasformando la distinzione tra le due situazioni in una gag surreale che passa addirittura dall’aspetto fisico — la “chioma fluente” contro l’assenza di capelli — per sottolineare quanto spesso il dibattito pubblico scivoli su dettagli marginali.

Il ritmo cresce fino alla chiusura, dove il personaggio-Piantedosi arriva a evocare avvocati, chat e retroscena mediatici, lasciando intendere che la vicenda potrebbe avere sviluppi anche sul piano personale. Ma anche qui, la satira resta coerente: tutto torna, inevitabilmente, al curriculum.