Un intervento che mescola ironia e critica politica accende il dibattito alla Camera sul Decreto Sicurezza.
Gianni Cuperlo, deputato del Partito Democratico, ha scelto una chiave inusuale per contestare la norma che prevede un compenso di 615 euro per chi assiste i migranti nel rimpatrio volontario. Durante il suo intervento, ha infatti citato Cetto La Qualunque, il celebre personaggio creato da Antonio Albanese, simbolo di una politica cinica, populista e senza scrupoli.
Attraverso questa citazione, Cuperlo ha voluto sottolineare quella che considera una deriva pericolosa: la trasformazione di temi delicati come l’immigrazione in una questione economica, quasi fosse una trattativa di mercato. Da qui l’espressione “libero mercato della coscienza”, utilizzata per criticare la logica alla base del provvedimento.
Il riferimento a Cetto La Qualunque non è casuale. Il personaggio, noto per il suo slogan “più pilu per tutti”, è diventato negli anni un simbolo di satira politica capace di raccontare in modo paradossale certe dinamiche del potere. Cuperlo lo ha evocato proprio per accentuare il contrasto tra la serietà del tema e il tono, a suo avviso, discutibile della misura proposta.
Il bonus rimpatri resta uno dei punti più controversi del Decreto Sicurezza, con posizioni fortemente divergenti tra maggioranza e opposizione. Da una parte, viene presentato come uno strumento per gestire in modo ordinato i flussi migratori; dall’altra, viene criticato per il rischio di ridurre una questione complessa a un incentivo economico.
L’intervento di Cuperlo ha così trasformato il dibattito parlamentare in un momento di satira politica, capace di attirare attenzione e rilanciare la polemica su uno dei temi più sensibili dell’agenda pubblica.

