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Foggia, sequestrata l’azienda che gestisce i rifiuti di 10 Comuni: 7mila tonnellate stoccate fuori norma, indagato l’amministratore

Il provvedimento a Torremaggiore dopo i controlli del Noe e della Procura di Foggia: contestate gestione illecita, carenze antincendio e rischi per i lavoratori

Foggia, sequestrata l’azienda che gestisce i rifiuti di 10 Comuni: 7mila tonnellate stoccate fuori norma, indagato l’amministratore

Nell’impianto cumuli anche in aree esterne non autorizzate, viabilità interna ostacolata e presunte irregolarità nella sicurezza

I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Bari hanno sequestrato, a scopo preventivo, l’intero impianto di trattamento rifiuti speciali non pericolosi situato nella zona artigianale di Torremaggiore, in provincia di Foggia.

L’attività, coordinata dalla Procura di Foggia che ha disposto l’ispezione del sito aziendale, ha portato all’applicazione della misura cautelare, adottata d’iniziativa dalla polizia giudiziaria e convalidata dal gip del Tribunale del capoluogo dauno. L’impianto, di fatto, è autorizzato alla gestione ed al trattamento di rifiuti provenienti da dieci comuni della provincia ed è autorizzato anche alla produzione di materia prima seconda, oggi denominata ‘end of waste’ oppure materiale recuperato dal trattamento dei rifiuti e gestito attraverso vari consorzi.

Nel corso dell’ispezione, svolta congiuntamente a personale dell’Arpa Puglia, Spesal e Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Foggia, e con la collaborazione dei carabinieri della Compagnia di San Severo, i militari del reparto speciale dell’Arma hanno accertato più violazioni di natura penale, gestione illecita di rifiuti, nonché varie violazioni alle prescrizioni contenute nell’autorizzazione. Si ipotizza la violazione dell’articolo 256 commi 1 e 4 del decreto legislativo 152 del 2006 (raccolta, trasporto, recupero o smaltimento non autorizzati e violazione delle norme sul deposito temporaneo o il superamento dei limiti di tempo/quantità) nei confronti dell’amministratore. Dal sopralluogo sono emersi ingenti quantitativi di rifiuti (circa 7000 tonnellate), di varia natura, stoccati in totale difformità al layout aziendale sia all’interno dell’impianto, che nelle pertinenze esterne in aree non destinate a questo scopo, spesso impedendo anche la viabilità interna e, comunque, in relazione alle altezze dei cumuli, costituendo un pericolo potenziale per l’incolumità dei lavoratori.

Mancava, infine, un corretto sistema antincendio rapportato ai quantitativi, nonché di idonee misure per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

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