Frana a Niscemi, Ciciliano: "Volumi superiori a quelli del Vajont". Scontro politico: le opposizioni vogliono Meloni in Aula - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 10:22

Frana a Niscemi, Ciciliano: "Volumi superiori a quelli del Vajont". Scontro politico: le opposizioni vogliono Meloni in Aula

L'unico intervento strutturale risale al 2019, spesi però solo 1,2 milioni. Musumeci pronto a riferire il 4 febbraio, ma le opposizioni: “Venga la premier”

di Marco Santoni

Niscemi, Ciciliano: "Niscemi superiore al disastro del Vajont"

"Io do soltanto un dato che riesce a dare la cifra. In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont". Lo ha detto il capo dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano, ospite al programma Start di Sky TG24, parlando della frana di Niscemi. 

Niscemi, Musumeci disponibile a riferire in Aula alla Camera. Le opposizioni: "Venga la Premier"

Il ministro Nello Musumeci ha dato la disponibilità a riferire in Aula alla Camera il 4 febbraio alle 11. Lo ha fatto sapere il vicepresidente di turno Giorgio Mulè parlando in Assemblea. Le opposizioni hanno chiesto, però, che a riferire sia la premier Giorgia Meloni e sono andate all'attacco del ministro. "Aveva sul suo tavolo il documento che invitava a intervenire - ha detto Angelo Bonelli - l'unica cosa che Musumeci può fare è dimettersi ha dimostrato la sua totale inadeguatezza". Alla richiesta di informativa di Meloni si sono associati i gruppi di M5s, Pd e Iv.

Frana a Niscemi, il ministro Musumeci: "Chiederò un'indagine amministrativa sui mancati interventi dopo la frana del 1997"

Un' "indagine amministrativa" per valutare perchè dopo la frana del 1997 a Niscemi non si è intervenuti. E' l'iniziativa a cui pensa il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e che oggi proporrà al Consiglio dei ministri. Lo ha annunciato lui stesso intervistato da Rainews24 . Musumeci ha fatto riferimento a "omissioni e superficialità", "si era probabilmente convinti che la frana si fosse arrestata. Tutto questo va valutato con un'indagine amministrativa- ha detto- Oggi ne parlo al Consiglio dei ministri. E' importante fare la cronistoria di quello che è accaduto negli ultimi 30 anni e perchè siamo arrivati a un punto di non ritorno. Nel 1997 non si è intervenuti: vorrei capire se c'è stata una sottovalutazione del fenomeno". 

Fitto: "Da Ue massimo impegno per sostenere le Regioni colpite da Harry"

"Confermo il massimo impegno" della Commissione europea "per garantire un sostegno efficace e concreto per offrire risposte tempestive alle comunità" di Calabria, Sicilia e Sardegna colpite dall'uragano Harry. Lo scrive su X il vicepresidente della Commissione Ue, Raffaele Fitto, riferendo di essersi confrontato con il ministro per la protezione civile e per le politiche del mare, Nello Musumeci, e i presidenti delle regioni Sicilia, Renato Schifani, Calabria Roberto Occhiuto e la della Sardegna Alessandra Todde. "L'Italia potrà presentare richiesta" per il Fondo di solidarietà, aggiunge. 

Niscemi a rischio massimo dal 1997. Ma nessuno si è mosso

Mentre Niscemi continua a franare, si scoprono nuovi fatti gravi sulla mancata tutela di una zona classificata a rischio massimo da anni e in particolare dopo il 1997, quando la situazione si complicò ulteriormente in seguito a una frana. Disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Il procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, ha aperto un procedimento penale, al momento a carico di ignoti, dopo il crollo della costa di quattro chilometri che domenica scorsa ha trasformato in un canyon la città di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. In Sicilia i soldi contro il dissesto idrogeologico sono arrivati, ma non per Niscemi.

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Sono nero su bianco nei decreti e nelle tabelle del Pnrr: quasi cento milioni di euro per 46 interventi. Una parte consistente - riporta La Repubblica - è già stata spesa. Ma non a Niscemi. L’unico intervento strutturale arriva nel 2019: 1,2 milioni per un tratto del versante ovest e per la strada provinciale 12. È poco, troppo poco rispetto a quello di cui ha bisogno il territorio. Un progetto da 8 milioni, pronto dal 2016, non viene mai finanziato né inserito nella piattaforma Rendis. Tra il 2019 fino a oggi nessuna richiesta viene inoltrata dal comune di Niscemi alla Struttura commissariale contro il dissesto, "nessun input da Niscemi negli ultimi otto anni", dice all’Ansa il soggetto attuatore della regione siciliana Sergio Tumminello.

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