Il caso Delitto di Garlasco torna al centro del dibattito televisivo e giudiziario. Nella puntata di “Ore 14 Sera”, Luciano Garofano, all’epoca a capo dei RIS, ha risposto alle critiche difendendo con decisione il lavoro svolto durante le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi.
Garofano ha respinto l’idea che gli investigatori abbiano avuto un ruolo determinante nella condanna di Alberto Stasi, sottolineando che la responsabilità è stata accertata “in via definitiva dai giudici”, sulla base di un processo regolare e delle prove valutate in aula.
Uno dei punti più discussi resta la cosiddetta “impronta 33”. Secondo l’ex comandante, non si tratterebbe di una traccia di sangue e le procedure adottate all’epoca sarebbero state corrette, considerando anche i limiti tecnologici di vent’anni fa. “Oggi si può fare di più, ma allora abbiamo seguito tutti i protocolli”, ha spiegato.
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Garofano ha inoltre respinto le accuse su presunti errori nella gestione dei reperti, come i tappetini dell’auto o altri elementi finiti al centro del dibattito mediatico. A suo dire, alcune ricostruzioni sarebbero “disinformazione” e non rispecchierebbero quanto realmente documentato nei verbali ufficiali.
Parallelamente, il caso si complica sul fronte giudiziario. Un esposto in Procura, presentato da una giornalista, punta il dito contro Antonio De Rensis e il giornalista Alessandro De Giuseppe, accusati — secondo quanto trapela — di aver influenzato l’opinione pubblica e, indirettamente, il lavoro degli inquirenti.
De Rensis ha reagito duramente, annunciando azioni legali e dichiarando di voler “andare fino in fondo” per chiarire la vicenda: “Salgo sul ring”, ha detto, lasciando intendere una battaglia giudiziaria imminente.
Intanto si avvicina un passaggio cruciale: la possibile chiusura delle nuove indagini e l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio. Uno scenario che potrebbe riaprire completamente il quadro processuale e alimentare l’ipotesi di revisione per Stasi.
Il caso Garlasco, a distanza di anni, resta quindi uno dei più complessi e divisivi della cronaca italiana, tra verità giudiziarie consolidate e nuove piste ancora tutte da verificare.
