Il caso di Garlasco torna al centro del dibattito televisivo con un punto cruciale che continua a far discutere: il DNA trovato sotto le unghie di Chiara Poggi.
Durante la trasmissione Mattino 5, gli esperti hanno evidenziato un elemento chiave: tra le tracce genetiche non comparirebbe un profilo chiaro attribuibile ad Alberto Stasi, mentre emergerebbero dati parziali e persino un secondo DNA definito “ignoto”.
Un dettaglio che apre interrogativi pesanti sulla dinamica dell’omicidio.
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Secondo una delle ipotesi emerse in studio, la presenza di queste tracce potrebbe non essere necessariamente legata all’aggressione.
“Potrebbe aver fatto la doccia e poi toccato un oggetto contaminato”, è stata la spiegazione avanzata, suggerendo quindi una possibile contaminazione indiretta.
Non solo: viene sottolineata la presenza di un “DNA ignoto 2”, sovrapponibile a quello già rilevato su un’unghia, elemento che rende il quadro ancora più complesso.
Il nodo resta sempre lo stesso:
quelle tracce sono prova diretta dell’aggressore oppure contatti casuali precedenti?
Un punto che, in caso di processo, potrebbe diventare decisivo.
