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Garlasco, l’audio dei genitori di Sempio sullo scontrino. La madre sta piangendo? VIDEO

Nelle prime battute dell’audio si sente Daniela Ferrari piangere. E la frase che gli inquirenti considerano centrale arriva subito…

Garlasco, l’audio dei genitori di Sempio sullo scontrino. La madre sta piangendo? VIDEO

Garlasco, l’audio dei genitori di Sempio sullo scontrino. Che cosa emerge

A incrinare la versione difensiva di Andrea Sempio non è un nuovo testimone né una perizia tecnica, ma una conversazione registrata tra le mura domestiche. Protagonisti i suoi genitori, Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari, sorpresi dai microfoni mentre discutono proprio di quel tagliando del parcheggio di Vigevano che da diciassette anni rappresenta il pilastro dell’alibi del figlio nell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi.

Lo scontrino, esibito ai carabinieri il 4 ottobre 2008 durante un interrogatorio, secondo la Procura di Pavia non sarebbe stato stampato personalmente dall’indagato. E l’intercettazione, datata 22 ottobre 2025 e mandata in onda da Mattino 5 su Mediaset venerdì 22 maggio, viene letta dagli inquirenti come una conferma indiretta di quel sospetto: una sorta di ammissione strappata al dolore della madre.

Il pianto della madre e la reazione del padre

Nelle prime battute dell’audio si sente Daniela Ferrari piangere. La frase che gli inquirenti considerano centrale arriva subito: “È colpa mia, gli ho detto io di tenere lo scontrino, gli ho rovinato la vita all’Andrea”.

Il marito reagisce con insofferenza, quasi con rabbia: “Ancora, adesso, tutte le colpe… allora tutte le colpe sono tutte… vado a prendere le catene? Vado a prendere le catene? Ma cosa stai dicendo? Chiunque l’avrebbe tenuto, se tieni tutti gli scontrini del mondo… non ricominciare, stai tranquilla…”.

La donna però insiste: “Ho rovinato io la vita”. E Giuseppe Sempio rilancia, cercando di riportarla alla ragione e ribadendo la tesi sostenuta dalla famiglia fin dal primo momento:

“Ma non dire s*******, a pensare alle cose… rovinato la vita per quello scontrino lì? Meno male che l’ha tenuto, ma meno male! L’Andrea era a casa e basta… te eri a Gambolò… abbiamo sempre sostenuto che sullo scontrino non era un alibi… perché se lei l’hanno ammazzata a quell’orario lì, lui era a casa… meno male che l’abbiamo tenuto! Pensa se non lo avessi tenuto! È gli altri che lo devono dimostrare, no noi!”*.

La replica della difesa

I legali di Andrea Sempio, ricevuti gli atti della nuova inchiesta dopo la chiusura delle indagini, contestano la lettura accusatoria. Sostengono che negli atti “non esiste una frase secondo la quale Giuseppe afferma che lo scontrino lo ha fatto la moglie. Anzi, ironizzano su questa versione”.

Il riferimento è a un altro passaggio della stessa registrazione, in cui il tono cambia radicalmente. Daniela Ferrari ride mentre commenta: “Il super testimone che dice che lo scontrino, l’Andrea, va che son c****** forti! Allora, adesso c’è un familiare che dice che lo scontrino non lo ha fatto né l’Andrea né i suoi familiari”.

Giuseppe Sempio le fa eco, anche lui divertito: “Come fa ad averlo? Gliel’ha dato lui? Non so! Chi è che gliel’ha dato?… estremizzare le cose che poi son c*****, perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu! Secondo lui, ha detto che non lo hai fatto tu, non l’ha fatto il figlio, non l’ho fatto io, e vabbè. Lo avrà dato lui al figlio! Ma robe da matti… che manica di diabolici…”*.

La moglie chiude con una battuta: “A Garlasco ci sono più testimoni che abitanti”. E il marito rincara: “Ne vengono fuori un sacco! Ne usciranno fuori ancora un po’! Bisogna vedere! Roba da matti!”.

Due letture opposte

Sullo stesso nastro, dunque, si confrontano due narrazioni inconciliabili. Per la Procura, le lacrime di Daniela Ferrari pesano come un’ammissione di responsabilità sulla genesi dello scontrino. Per la difesa, quelle stesse parole vanno lette accanto alle risate dei minuti successivi, in cui i coniugi prendono in giro proprio l’ipotesi che il tagliando non sia stato stampato dal figlio. Sarà il giudice, alla fine, a decidere quale delle due voci — quella che piange o quella che ride — racconti davvero cosa accadde quel 13 agosto 2007.