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Garlasco, Lovati svela il movente: “Ecco perché Chiara è stata uccisa”. Le gemelle K con audio e video dai pm

L’ex legale di Sempio parla di “un circuito vietato di pedopornografia mondiale”

Garlasco, Lovati svela il movente: “Ecco perché Chiara è stata uccisa”. Le gemelle K con audio e video dai pm
L’avvocato Massimo Lovati

Nuovi retroscena sul delitto di Garlasco. Quella che sgancia in tv l’ex legale di Andrea Sempio è una vera e propria bomba che, se confermata, ribalterebbe completamente il quadro investigativo. Massimo Lovati avrebbe individuato il movente dell’omicidio di Chiara Poggi. Per Lovati, “Chiara è entrata in un circuito vietato di pedopornografia mondiale che governa l’economia più del mondo della droga. Sono soprattutto appartenenti all’ordine ecclesiastico e alla politica. E alle fasce massoniche”. Un passaggio particolarmente delicato, che ha spinto la conduttrice di Mattino 5 a incalzare ancora: “Chiara riconosce un politico, e allora arriva il sicario perché il politico era stato riconosciuto da Chiara? Noi purtroppo sappiamo che questa realtà a livello mondiale esiste, lo sappiamo, a noi interessa però quella di Garlasco”.

Il dibattito in studio si fa rovente, Lovati viene incalzato in merito a quelle supposizioni. “Come possiamo pensare che Chiara Poggi abbia scoperto video estremi pedopornografici riconoscendo qualcuno lontano da lei che però avrebbe dovuto scoprire che lei aveva scoperto quei video e mandare un sicario per eliminarla? Lei capisce Lovati che non possiamo credere a questa storia qua. Non dobbiamo allontanarci dalla realtà locale, dalla realtà della vita di Garlasco e la cerchia di Chiara”. Lovati ha chiuso con una frase criptica: “Lontani ma riconoscibili”.

Ma le novità riguardano anche le gemelle Cappa e la loro decisione (con la famiglia) di denunciare chiunque in questi anni le abbia diffamate e coinvolte in questa vicenda, pur non essendo mai state iscritte nel registro degli indagati. Alle oltre 50 querele presentate, ai danni di giornali e opinionisti televisivi, Paola e Stefania hanno allegato anche file audio e per questa vicenda potrebbero esserci a breve già i primi indagati. Se alcuni messaggi contengono in modo più palese messaggi diffamatori, è su un recente esposto che si concentra l’attenzione di chi indaga. Al documento che smentisce plurime calunnie che si sarebbero susseguite nell’ultimo anno, sono allegati anche documenti audio e video.