Giovani, è allarme depressione. Ecco come influiscono le guerre sui problemi psicologici
I fronti di guerra, dall’Ucraina all’Iran, con la conseguente instabilità economica e geopolitica, stanno contribuendo a un aumento significativo delle problematiche psicologiche nella popolazione, in particolare tra le giovani generazioni. Ansia, depressione, stress cronico e nuove forme di disagio legate alla percezione della crisi ambientale stanno emergendo come una delle principali sfide sanitarie e sociali del nostro tempo.
Secondo l’Accademia italiana di biofilia (Aib), “il principio della biofilia – il legame innato tra esseri umani e natura descritto dal biologo Edward O. Wilson – rappresenta oggi una delle chiavi più promettenti per affrontare la crescente crisi psicologica contemporanea. Attraverso strumenti come progettazione biofilica degli ambienti, educazione ambientale esperienziale, programmi di riconnessione con la natura e prescrizioni di natura (nature prescriptions), è possibile promuovere benessere psicologico, prevenzione del disagio mentale e maggiore resilienza sociale”.
“Viviamo un momento storico in cui l’esposizione continua a notizie di guerra, crisi ambientali e instabilità globale genera paura e incertezza, soprattutto tra i giovani – sottolinea all’Adnkronos Salute Rita White, presidente Aib – La scienza ci mostra però, con sempre maggiore chiarezza, che esiste una direzione positiva: ricostruire il rapporto tra l’essere umano e la natura. Il contatto con ambienti naturali riduce stress e ansia, migliora il benessere psicologico e rafforza la resilienza emotiva. In un’epoca dominata dall’incertezza, la natura rappresenta uno dei pochi elementi capaci di restituire stabilità, orientamento e fiducia nel futuro. Per questo l’Accademia italiana di biofilia si rende disponibile a collaborare con il mondo della scuola, con le istituzioni e con il ministero dell’Istruzione e del Merito come interlocutore scientifico qualificato per sviluppare programmi educativi basati sull’evidenza scientifica che integrino biofilia e psicologia ambientale nei percorsi formativi delle nuove generazioni. Investire nella relazione tra persone e natura significa investire nella salute mentale, nella qualità della vita e nel futuro delle nostre società”.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, i disturbi mentali rappresentano oggi una delle principali cause di disabilità nel mondo, con una perdita di produttività globale stimata in oltre 1.000 miliardi di dollari l’anno. “Tra i giovani la situazione appare particolarmente rilevante – ricorda l’Aib – Uno studio internazionale pubblicato su ‘The Lancet Planetary Health‘, condotto su 10.000 giovani tra i 16 e i 25 anni in 10 Paesi, evidenzia che l’84% dei giovani è preoccupato per il cambiamento climatico, il 59% si dichiara molto o estremamente preoccupato e il 45% afferma che queste preoccupazioni influenzano negativamente la propria vita quotidiana. Anche in Europa l’impatto della crisi ambientale sulla salute mentale è sempre più evidente. Secondo l’European Environment Agency, la riduzione dell’accesso alla natura nelle aree urbane contribuisce significativamente allo stress psicologico e alla riduzione del benessere percepito. La ricerca scientifica dimostra che il contatto con ambienti naturali produce effetti misurabili sulla salute psicologica e cognitiva”.
L’Accademia italiana di biofilia cita una metanalisi pubblicata su ‘Environmental Research‘ nel 2018, basata su oltre 140 studi scientifici: “Mostra che l’esposizione alla natura è associata a una significativa riduzione dei livelli di stress, a una riduzione del rischio di depressione e a un miglioramento generale del benessere psicologico“. Ancora: “Uno studio pubblicato su ‘Nature Scientific Reports’ (2019) dimostra inoltre che trascorrere almeno 2 ore a settimana in ambienti naturali è associato a livelli significativamente più elevati di salute e benessere percepiti”.
“Gli effetti positivi della natura non riguardano soltanto la salute mentale – precisa l’Aib – ma producono anche impatti economici concreti. Numerosi studi internazionali sull’applicazione della biofilia negli ambienti di lavoro e negli spazi di vita evidenziano che ambienti progettati con elementi naturali possono generare un aumento della produttività fino al 56%, una riduzione dell’assenteismo fino al 58%, una riduzione del turnover fino al 60% e un aumento dell’engagement dei lavoratori fino al 76%”.
Parallelamente, “secondo la Commissione europea e l’European Environment Agency, gli investimenti in infrastrutture verdi urbane generano ritorni economici stimati tra 4 e 11 volte l’investimento iniziale, grazie ai benefici sulla salute pubblica, sulla qualità della vita e sulla riduzione dei costi sanitari. L’accesso a spazi naturali nelle città è inoltre associato a miglior rendimento scolastico nei bambini, maggiore coesione sociale, riduzione della criminalità e migliore salute mentale nelle comunità urbane”, conclude l’Accademia italiana di biofilia.

