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Hantavirus, allerta negli ospedali: lo Spallanzani è pronto, mascherine e controlli “come ai tempi del Covid”

L’infettivologo Nicastri: “Questo virus è noto, ma prima era presente solo in Argentina”

Hantavirus, allerta negli ospedali: lo Spallanzani è pronto, mascherine e controlli “come ai tempi del Covid”

L’hantavirus ha fatto registrare al momento 338 casi nel mondo (dati ufficiali), anche se al conteggio mancano i dati della Cina dove questo virus è parecchio diffuso. Ma tutti questi contagiati non sono naturalmente strettamente riferibili alla nave da crociera da cui è partito tutto e riguardano 70 Paesi (Italia compresa). Tutte le massime autorità sanitarie tranquillizzano: “Non è come il Covid“. Ma quello che sta succedendo ricorda l’inizio di quel drammatico periodo. In Italia ad esempio l’ospedale Spallanzani di Roma è già stato messo in preallarme. L’infettivologo Emanuele Nicastri, direttore delle malattie infettive, fa il punto sulla situazione: “Noi siamo pronti, questo virus lo conosciamo”.

“In realtà – spiega Nicastri a Il Corriere della Sera – questa infezione è nota. Gli Hantavirus sono stati scoperti durante la guerra di Corea, e questo nello specifico, l’Andes, ha una trentina di anni. Il punto è che i casi sono molto rari, quindi c’è poca ricerca scientifica. I focolai sono sempre stati limitati e localizzati in varie zone dell’Argentina. Questo della Mv Hondius potrebbe essere il più grande in assoluto. Purtroppo un modo per capire se il virus si stia incubando non c’è, perché le prime manifestazioni sono aspecifiche e comuni a qualsiasi sindrome febbrile, con dolori muscolari, difficoltà respiratorie e problemi gastrointestinali”.

E’ stato rintracciato oggi a Milano un turista britannico che viene considerato un contatto poiché ha viaggiato sul volo Sant’Elena-Johannesburg su cui si trovava la moglie della prima vittima. Lo rende noto il ministero della Salute. L’Italia – spiega il ministero – ha ricevuto la segnalazione dal governo britannico e il ministero della Salute, con il supporto del Ministero dell’Interno, ha rintracciato il turista e contattato la Regione Lombardia che si è subito attivata. Il turista è stato trasportato all’ospedale Sacco di Milano per la quarantena, in base a quanto stabilito dalla circolare ministeriale dell’11 maggio. Con lui, al Sacco, per precauzione, anche un accompagnatore che viaggia con il turista. Il Ministero sottolinea che “continuerà a informare con tempestività e trasparenza sull’evolversi della situazione”.

Il cittadino britannico sottoposto nella serata di ieri ad accertamenti virologici è risultato negativo, così come il suo accompagnatore“. Lo comunica, in una nota, l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso. Il turista britannico, di circa 60 anni, è attualmente in quarantena presso l’Ospedale Sacco di Milano in quanto contatto di un caso confermato di Hantavirus. L’uomo si trovava a bordo del volo Sant’Elena-Johannesburg del 25 aprile scorso, sul quale viaggiava anche la donna successivamente deceduta nella città sudafricana a causa dell’infezione da Hantavirus.

In serata è stato richiesto ed effettuato un test per Hantavirus su una turista argentina partita da una zona endemica il 30 aprile scorso e arrivata in Italia con un volo Buenos Aires-Roma. Lo rende noto il ministero della Salute spiegando che la turista si è successivamente recata a Messina dove è stata ricoverata per una polmonite. Il campione relativo alla turista è stato trasportato dai Nas allo Spallanzani di Roma dove sarà analizzato insieme al campione prelevato al venticinquenne calabrese in isolamento fiduciario.

Il rischio è molto basso, lo dicono le autorità sanitarie europee e lo confermiamo come noi come ministero alla Salute“. Lo afferma, in un’intervista a la Repubblica, il ministro alla Salute Orazio Schillaci, parlando dei contagi da Hantavirus. “Voglio quindi che i cittadini stiano tranquilli – aggiunge -. Ci siamo attivati subito e stiamo monitorando costantemente l’evolversi della situazione. Chi dice che siamo stati fermi o che siamo impreparati, non dice il vero. Il sistema di risposta c’è e funziona e lo sta dimostrando anche adesso. È scritto anche in una circolare con le indicazioni per fronteggiare l’Hantavirus”. “Il nuovo piano pandemico – prosegue Schillaci -, che abbiamo approvato con un proficuo confronto con le Regioni, ci consente, a differenza del precedente, di muoverci di fronte a scenari diversi fra loro, perché non riguarda più solo l’influenza ma potenzialmente tutti i virus respiratori.