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Il paralimpico Matteo Bonacina ai domiciliari: stalking e violenza sessuale

Avrebbe molestato cinque atlete e un’allenatrice tra il 2019 e il 2024

Il paralimpico Matteo Bonacina ai domiciliari: stalking e violenza sessuale
Matteo Bonacina

Matteo Bonacina, arciere della nazionale paralimpica, è stato arrestato ed è ora ai domiciliari con le accuse di stalking e violenza sessuale nell’ambito di un’indagine condotta dalla procura di Roma e dalla polizia postale. A riportare la notizia è il quotidiano ‘la Repubblica’, secondo cui Bonacina, campione del mondo nel 2023 in Repubblica Ceca, avrebbe pesantemente molestato almeno cinque atlete e un’allenatrice tra il tra il 2019 e il 2024.

Ha preteso da un’atleta della nazionale un perizoma rosso come portafortuna in vista delle Paralimpiadi di Parigi del 2024 – si legge – Durante gli stessi Giochi, ha cercato di violentare un’altra azzurra nella stanza d’albergo dove alloggiava”. Non solo. Secondo le accuse Bonacina avrebbe anche inviato alle atlete immagini intime. “È su questo materiale che si concentra una parte rilevante dell’indagine. Le testimonianze delle vittime – scrive il quotidiano – insieme ai dati analizzati dalla postale, consentono di ricostruire frequenza e modalità dei contatti”.

Chi è Matteo Bonacina?

Si tratta di un 42enne, residente in provincia di Torino, campione del mondo di tiro con l’arco paralimpico nel 2023. Bonacina è indagato per atti persecutori, abuso psicologico, molestie e violenze sessuali commessi ai danni delle atlete della Nazionale Paralimpica di Tiro con l’Arco.L’attività investigativa ha avuto origine da una segnalazione trasmessa all’Autorità Giudiziaria a seguito della sospensione cautelare da ogni attività sportiva dell’atleta.La perquisizione informatica effettuata dal Centro Operativo di Torino e le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma hanno ricostruito un quadro di gravi condotte, sia verbali che fisiche, nei confronti di colleghe anche minorenni, all’interno degli impianti sportivi nonché tramite i social network mediante l’invio di messaggi, immagini e video di esplicito tenore sessuale.