Non ha esitato a rincorrere, atterrare e immobilizzare Salim El Koudri che poco prima, sulla sua auto, aveva travolto otto persone in via Emilia, nel pieno centro di Modena. La tragedia di sabato pomeriggio ha anche un eroe, si tratta di Luca Signorelli, l’uomo che ha rincorso e fermato l’attentatore. “Uomini e donne comuni che, in un momento decisivo, mettono ciò che è giusto davanti a sé stessi”. Ha scritto la premier Meloni per ringraziarlo e poi i due si sono anche abbracciati di persona, in occasione della visita di Meloni e del presidente Mattarella in ospedale a Modena, per verificare di persona le condizioni dei malati e mostrare la presenza dello Stato in un momento così drammatico. “Ho visto scene terrificanti. Ho visto anche – spiega Signorelli a Il Corriere della Sera – gente voltarsi dall’altra parte perché ovviamente aveva paura. A volte invece bisogna rispondere. In quel momento non pensi. Agisci“.
“Il presidente Mattarella – prosegue Signorelli a Il Corriere – mi ha detto che ho fatto un gesto eroico, mi hanno fatto i complimenti, frasi di circostanza forse. Sono conscio del pericolo che ho corso, prima ho rischiato di essere investito e poi di essere accoltellato. Io l’ho buttato a terra e poi sono arrivati in due che l’hanno bloccato. La polizia è arrivata una decina di minuti dopo e l’abbiamo dovuto tenere fermo. Ho fatto vedere che l’Italia non è morta. C’è ancora“.

