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Lite infinita alla Procura di Milano. Anche il pg attacca, Bruti a rischio

SCONTRO IN PROCURA/ Bruti Liberati chiede ufficialmente la conferma per altri 4 anni alla guida dell’ufficio milanese. Ma continua la battaglia al Csm. Il pg Minale: “Errori sul caso Expo, l’inchiesta Mose doveva restare a Robledo“. E ora la conferma del procuratore capo torna in bilico

Bruti Liberati chiede ufficialmente la conferma per altri 4 anni alla guida dell’ufficio milanese. Ma continua la battaglia al Csm. Il pg Minale: “Errori sul caso Expo, l’inchiesta Mose doveva restare a Robledo“. E ora la conferma del procuratore capo torna in bilico…

LE CONTESTAZIONI DI MINALE – Dopo la lettera bis di Robledo al Csm ecco che arrivano anche le parole, pesanti come macigni del pg milanese Manlio Minale, che attacca Bruti Liberati scrivendo, anche lui, al Consiglio Superiore della Magistratura. I punti sui quali Minale attacca Bruti sono molteplici, a partire dalla decisione del procuratore capo di vietare a Robledo di interrogare Angelo Paris e Antonio Rognoni, indagati nell’affare Expo. Anche perché, ricorda Minale, “il procuratore può togliere, motivando, tutta un’indagine a un magistrato, ma non pouò escluderlo su un atto solo come l’interrogatorio”. Critiche anche sulla decisione con la quale ha riservato a se stesso il coordinamento di tutte le indagini dell’”Area Omogenea Expo”. Infine, Minale ha criticato anche la decisione con cui il primo luglio il procuratore ha estromesso il suo aggiunto dall’inchiesta proveniente da Venezia relativa al filone Mose (quella su Marco Milanese, il generale della Guardia di Finanza Emilio Spaziante e Roberto Meneguzzo, titolare della vicentina Palladio finanziaria).

BRUTI VUOLE LA RICONFERMA – Alla scadenza del suo quadriennio da capo della Procura di Milano, Edmondo Bruti Liberati, annunciano ai ‘suoi’ pm in una lettera che presentera’ “nei termini” la richiesta di conferma e, se da un lato si assume “la responsabilita’” delle “insufficienze e degli errori come stimolo per operare per il meglio in futuro”, dall’altro rivendica un “bilancio del quadriennio largamente positivo”. “A dispetto di qualche piccola, circoscritta polemica degli ultimissimi mesi – scrive con riferimento alla contesa col suo vice Alfredo Robledo sfociata davanti al Csm – l’apprezzamento per l’opera della Procura di Milano nel quadriennio corso e’ stato ampio e condiviso e il prestigio indiscusso”. “Ma cio’ che rileva – insiste – sono i riscontri ottenuti a livello di giudizio, in termini di accoglimento delle richieste e dei tempi di definizione”. Infine, affermando di attendere “con piena serenita’” la decisione del Csm sulla sua riconferma, Bruti augura “buon lavoro a tutti noi”.