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Mafia, la rivelazione del pentito: “Messina Denaro non è il boss”

Mafia, la rivelazione del pentito: “Messina Denaro non è il boss”
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“Matteo Messina Denaro non è il capo di Cosa Nostra. Lui è il capo mandamento di Trapani. Il capo deve essere un palermitano”. E’ la clamorosa rivelazione del super pentito Carmelo D’Amico che sconfessa le convinzioni sull’erede di Provenzano

Matteo Messina Denaro non e’ il capo di cosa nostra. Lui e’ il capo mandamento di Trapani. Il capo di cosa nostra deve essere un palermitano”. Lo ha detto il pentito messinese Carmelo D’Amico riferendo quanto appreso in carcere dal boss mafioso palermitano, Antonino Rotolo. Il collaboratore di giustizia ha reso la sua testimonianza in video conferenza da un sito protetto, durante il processo per la trattativa Stato-mafia.

Tutto è nato perché il collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico, mafioso di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), ha chiesto di essere sentito “con urgenza per motivi giudiziari”. Lo ha fatto con una lettera inviata il 4 aprile scorso all’ufficio del sostituto procuratore Nino Di Matteo. E’ stato lo stesso pubblico ministero a renderlo noto, stamattina nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, in apertura dell’udienza del processo per la trattativa Stato-mafia, in cui viene appunto sentito D’Amico. Rispondendo alle domande del Pm, il pentito ha iniziato a ripercorrere la sua carriera criminale e ha rivelato di avere commesso, “a partire dal 1992, una trentina di omicidi”.