Livelli dei corsi d’acqua in crescita, mentre nei campi brindisini i nubifragi lasciano i primi danni
La Puglia fa i conti con una giornata di forte maltempo e con un quadro che si è aggravato nel corso delle ore, soprattutto sul fronte idraulico. Su tutta la regione la Protezione civile ha emanato ieri una allerta di colore arancione, fino a mezzanotte di oggi, per piogge, temporali, grandine e raffiche di vento con rischio idrogeologico dovunque e anche idraulico nelle aree dove sono presenti bacini e corsi d’acqua.
Oltre quelli di Brindisi e Taranto, sono diversi i Comuni pugliesi che ieri sera hanno deciso di chiudere per questa mattina le scuole a causa del maltempo che sta interessando le varie province, anticipando per gli studenti le vacanze di Pasqua. Tra i Municipi che hanno emanato provvedimenti di chiusura delle scuole ci sono San Severo, in provincia di Foggia, Molfetta, Altamura, Gravina e Terlizzi nel Barese, Barletta, Trani, Margherita di Savoia e Bisceglie nella Bat, Pulsano nel Tarantino. In molti di questi e altri centri, ad esempio a Bari, sono stati chiusi anche cimiteri, parchi e giardini pubblici.
A preoccupare di più, con il passare delle ore, sono i livelli dei corsi d’acqua nel Foggiano. Poco fa la sezione di Protezione civile della Regione Puglia, centro funzionale decentrato, ha emanato un bollettino di aggiornamento per rischio idraulico a causa delle piogge che hanno interessato e stanno interessando diversi territori della regione. La situazione più rischiosa, segnalata con livello di criticità di colore rosso, è quella del torrente Cervaro, nel Foggiano, nei comuni di Bovino, Foggia e Orsara di Puglia all’altezza dei rispettivi ponti sulla strada provinciale 106. Il colore rosso indica “possibili fenomeni di inondazione, anche estesi, connessi al passaggio della piena e dovuti a puntuali fenomeni di tracimazione, sifonamento, rottura o cedimento degli argini, con coinvolgimento di aree distali al corso d’acqua”.
Criticità di colore arancione per rischio idraulico viene segnalata anche per il bacino del fiume Fortore, sempre nel Foggiano, nei territori di Carlantino, Casalnuovo Monterotaro e Castelnuovo della Daunia all’altezza dei ponti rispettivi sulla strada provinciale 5. Il colore arancione indica “possibilità di limitati fenomeni di inondazione, connessi al passaggio della piena, con coinvolgimento delle aree prossimali al corso d’acqua; fenomeni localizzati di deposito di detriti solidi, con formazione di sbarramenti temporanei od occlusione parziale delle sezioni di deflusso delle acque e delle luci dei ponti; divagazioni d’alveo e salto di meandri”. Ci sono infine una dozzina di altre zone con livello di criticità di colore giallo, cioè “possibili piene improvvise nell’idrografia secondaria”. Tra le situazioni critiche, sempre in provincia di Foggia, c’è anche quella segnalata dal sindaco di Cagnano Varano, Michele Di Pumpo, per massi sulla strada tra la cittadina e Imbuti.
Nel Brindisino, intanto, il maltempo presenta già il conto alle campagne. Coldiretti Puglia parla di un primo bilancio pesante, sulla base delle verifiche di tecnici e agricoltori. “Un vero e proprio scenario da emergenza quello che si sta registrando nelle campagne del Brindisino, colpite duramente dall’ondata di Maltempo che ha portato nubifragi e forti raffiche di vento”.
“A peggiorare la situazione e’ la mancata manutenzione di fossi e canali di bonifica – denuncia l’associazione – che ha contribuito in modo determinante agli allagamenti dei campi, amplificando gli effetti delle piogge intense. I tecnici sono al lavoro per valutare l’entita’ dei danni direttamente sul territorio. La gestione e la pulizia della rete idraulica restano interventi non piu’ rinviabili, perche’ senza una manutenzione costante di canali, dighe e impianti irrigui, ogni evento meteorologico rischia di trasformarsi in un disastro, con conseguenze dirette per le aziende agricole”.
Coldiretti inserisce quanto sta accadendo in una situazione già fragile. “Il quadro si inserisce in una situazione gia’ critica, considerato che negli ultimi anni gli eventi climatici estremi – aggiunge – sono diventati sempre piu’ frequenti, mentre il territorio resta fragile anche a causa della cementificazione e dell’abbandono delle aree agricole. Il consumo di suolo continua a ridurre le superfici coltivabili, rendendo i terreni meno capaci di assorbire l’acqua e quindi piu’ esposti al rischio di allagamenti. Per questo diventa fondamentale tutelare il patrimonio agricolo e intervenire con urgenza su manutenzione e infrastrutture idriche. Servono azioni concrete per migliorare la gestione delle acque, potenziare gli invasi e rendere il territorio piu’ resiliente ai cambiamenti climatici”.

