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Cronache
meteo 1710 1

Dopo le temperature miti di questi giorni, il sole che riscalda tutta la Penisola è destinato ad abbandonarci. In particolare al Sud il caldo si attenuerà da subito e le temperature andranno verso le medie stagionali, grazie anche all'instabilità generata da un vortice sui Balcani e dei venti di Maestrale. Rischio di formazione di nebbia da venerdì. Il vortice di aria artica giunto a ridosso dell’arco alpino provocherà da domenica una situazione di pioggia e freddo generalizzata. Scopri che tempo farà da qui a Natale.

LE PREVISIONI - Il vortice di aria artica giunto giovedì scorso a ridosso dell’arco alpino esce oggi dal palcoscenico europeo centro-occidentale. Dopo aver girovagato come goccia fredda tra Germania, Francia ed Isole Britanniche, si appresta infatti a spostarsi sui Balcani portandosi dietro la perturbazione n.4 di ottobre che abbandonerà le regioni meridionali nella serata odierna.

Al seguito, un aumento della pressione da ovest inizierà a gettare le basi per l’avvio di una fase meteorologica più stabile sul bacino centro-meridionale del Mediterraneo, grazie ad un rinforzo del campo anticiclonico nord-africano che da domani ci terrà compagnia per alcuni giorni, portando aria più mite e condizioni di bel tempo specie al Sud Italia. Le regioni settentrionali ed in misura minore quelle del Centro saranno invece esposte a correnti umide meridionali che scorreranno lungo il bordo occidentale del campo di alta pressione, in parte richiamate anche dalla profonda circolazione ciclonica che invece sarà presente sull’Europa occidentale e che, a più riprese, costringerà le piovose perturbazioni atlantiche a percorrere in diagonale il continente europeo, da sud-ovest verso nord-est. Tant’è che già da sabato le prime pioviggini arriveranno a bagnare la Liguria dove tornerà a farsi vedere la maccaja; mentre domenica le medesime correnti accompagneranno il passaggio di una perturbazione, destinata ad interessare prevalentemente il Nord e forse anche la Toscana. Una situazione, questa, che potrebbe caratterizzare il tempo della prossima settimana, in particolare nella seconda parte, quando il corridoio perturbato atlantico potrebbe incidere con più decisione sui risvolti del tempo almeno delle regioni settentrionali.

Come detto in uno degli ultimi articoli, il quadro sinottico previsto pone infatti il Nord Italia lungo una linea di frontiera (tra tipi di tempo diversi) che possiamo un po’ approssimare con la posizione media dell’isoipsa di 5760 metri, altezza di geopotenziale a cui è prevista la pressione di 500 hPa: al di qua della linea è ancora bene evidente la presenza ancora piuttosto ingombrante della fascia anticiclonica subtropicale; mentre al di là si assiste alla... sfilata delle piovose perturbazioni atlantiche che vengono sospinte verso il nostro continente da un flusso zonale tutto sommato abbastanza teso. Se tale corridoio fosse spostato di 300-500 km più a sud, la situazione che ci troveremmo di fronte sarebbe sicuramente improntata ad una sequenza di perturbazioni in ingresso dalla Spagna e dirette verso la nostra penisola. Molto probabilmente non sarà così, ma il fatto che in prossimità della penisola iberica le altezze di geopotenziale siano più basse rispetto al Centro-Sud dell’Italia, potrebbe favorire l’insorgenza di una modifica della configurazione del campo barico al suolo, limitatamente all’Italia, dai risvolti che meriterebbero attenzione. A tal proposito, entriamo nei dettagli osservando lo scenario del campo di pressione al suolo più probabile previsto per la metà della prossima settimana: siamo intorno al 23-24 ottobre (fig. 2). La previsione (si tratta ovviamente di uno scenario medio proveniente dal cluster più popolato degli elementi dell’ensemble) mostra la presenza di una vasta circolazione depressionaria ad asse obliquo disposto lungo le coste occidentali europee convogliare dapprima verso la Spagna e poi verso nord-est le correnti perturbate che non riuscirebbero così ad entrare in modo franco sul Mediterraneo, per la presenza di un’area di alta pressione sull’Europa orientale: ecco che, con una siffatta dinamica, sarebbero in particolare le regioni del Nord e quelle tirreniche ad essere maggiormente esposte ad un flusso più umido capace di portare qualche pioggia.

Ma osservando in particolare la disposizione delle isobare sul Mediterraneo occidentale ed in particolare quelle contrassegnate dal valore 1012 hPa (linea gialla tratteggiata) e 1016 hPa (linea azzurra tratteggiata), sorge il dubbio che quelle due “bozze” di anse anticiclonica e ciclonica, provenendo da un valore medio, nascondano intorno a questo periodo qualche scenario potenzialmente più critico in termini di effetti che tale configurazione potrebbe venire a determinare per quanto riguarda fenomeni di piogge intense. In effetti, basterebbe una lieve modifica dell’assetto barico verso un pattern sinottico come quello illustrato in figura 3 per cambiare completamente le conseguenze che tale situazione potrebbe avere: se per caso, infatti, la spinta depressionaria dovesse essere leggermente più intensa, quell’ansa ciclonica evolverebbe in un minimo secondario tra Baleari e Golfo del Leone e di conseguenza si attiverebbe un richiamo di aria sciroccale che gonfierebbe l’Anticiclone sui Balcani, spostando di fatto l’ansa anticlonica verso la Val Padana occidentale. Si avrebbero così piogge intense al Nord-Ovest. Si prospetta quindi una situazione che nei prossimi giorni andrà attentamente seguita, viste le grandi differenze che sul piano delle cumulate di pioggia potrebbe causare una piccola differenza dell’intensità della forzante legata alla bassa pressione atlantica sulla risposta del campo anticiclonico balcanico e, in ultimo, sul richiamo di aria calda ed umida sciroccale. Avendo trattato una dinamica che ha attualmente una scadenza di 7-8 giorni, lo scenario su cui abbiamo ragionato non è infatti da escludere a priori. Ci ritorneremo nei prossimi aggiornamenti.

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