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Milano 2027, il centrodestra accelera: “Piena unità, leader al tavolo prima dell’estate per il candidato sindaco”

Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati: “I nomi ci sono. L’identikit? Un milanese innamorato della città”. Il Pd commenta: “Umiliante chiedere ai leader nazionali”

Milano 2027, il centrodestra accelera: “Piena unità, leader al tavolo prima dell’estate per il candidato sindaco”
Striscione contro la tratta a Palazzo Marino, Milano

Il centrodestra milanese prova a serrare i ranghi in vista delle Comunali del 2027 e lancia un primo segnale politico agli alleati e agli elettori. In una riunione delle segreterie cittadine di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati, i partiti hanno rivendicato una “piena unità d’intenti” e la volontà di costruire “un programma elettorale condiviso, concreto e razionale” per contendere Palazzo Marino al Centrosinistra. Nel comunicato diffuso al termine dell’incontro, il Centrodestra parla della necessità di offrire “una svolta netta” a Milano, definita “ostaggio di visioni ideologiche e dei litigi quotidiani della sinistra”.

L’attacco alla giunta Sala: “Ha fallito sui temi centrali della città”

Molto duro il giudizio sull’amministrazione guidata da Giuseppe Sala. Secondo il Centrodestra, la giunta avrebbe fallito “sui temi centrali della vita cittadina”, a partire dalla gestione della sicurezza urbana e del decoro. Tra i punti messi nel mirino ci sono anche le politiche sulla mobilità e le cosiddette “piazze tattiche”, considerate dagli esponenti del Centrodestra esempi di “interventi ideologici” che “non hanno riqualificato nulla” trasformandosi invece “in isole di degrado e movida incontrollata”. Nel documento si parla anche della necessità di “una pianificazione fatta con raziocinio” per ridurre il traffico senza penalizzare le diverse forme di mobilità.

“Periferie abbandonate e famiglie espulse dalla città”

Altro tema centrale del documento è quello della casa e dei servizi. I partiti del Centrodestra accusano Palazzo Marino di aver lasciato le periferie “in uno stato di totale abbandono” e di non aver dato risposte concrete al caro-affitti e alla crisi abitativa. Nel mirino anche il sistema dei servizi per l’infanzia: secondo gli esponenti del Centrodestra, gli asili nido registrerebbero “2mila posti in meno rispetto alle necessità reali”. L’obiettivo dichiarato è quello di rivolgersi soprattutto ai giovani e alla classe medio-bassa, descritta come sempre più spinta fuori da Milano “a causa del caro-casa e del collasso dei servizi”.

“Serve subito il tavolo dei leader nazionali”

Nel comunicato le segreterie cittadine chiedono ora ai leader nazionali della coalizione di aprire “prima dell’estate” un tavolo per accelerare la scelta del candidato sindaco. “I nomi ci sono”, scrivono i partiti, senza però indicare candidature precise. L’identikit tracciato è quello di “un milanese che ami visceralmente questa città”, una figura “preparata, pronta e trasversale tra i partiti”. A firmare il documento sono Samuele Piscina per la Lega, Simone Orlandi per Fratelli d’Italia, Cristina Rossello per Forza Italia e Mariangela Padalino per Noi Moderati.

Romano (Pd): “Provo vergogna per il centrodestra milanese”

“Provo veramente vergogna per il centrodestra della nostra città: arrivare a fare un appello pubblico da “baciascarpe” e chiedere ai leader nazionali di scegliere in fretta un nome per Milano è una umiliazione che la città non merita”: questo il commento a caldo del consigliere regionale del Pd Paolo Romano alla nota del centrodestra”. “Ma che ne sa Giorgia Meloni di cosa serve a Milano? O Antonio Tajani? L’unico milanese è Salvini, dal quale, sinceramente, non mi farei consigliare manco un panino al bar. Tra l’altro è incredibile: non hanno pudore a proporre un’autonomia differenziata che spacca il Paese e rende più deboli i territori, ma quando c’è da esercitare una sana autonomia locale per scegliere chi deve concorrere al futuro della città, allora si rifugiano nei palazzi romani”. “A Roma – conclude Romano – al posto che chi candidare abbiano il pudore di chiedere indietro le centinaia di milioni di euro che il governo Meloni ha tagliato al Comune di Milano, obbligandolo a salti mortali per garantire i servizi sociali e di trasporto pubblico”.