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Mps, ennesimo colpo di scena: vince Lovaglio, e ora?

Il voto decisivo è quello di Banco Bpm che ha scelto la continuità e non la lista promossa dal Cda, che pure era stata premiata dal mercato a partire da Vanguard. Nuovi rumor sul risiko

Mps, ennesimo colpo di scena: vince Lovaglio, e ora?

Mps, ennesimo colpo di scena

Nel calcio si sarebbe detto “clamoroso al Cibali”. O forse no, nel senso che negli ultimi giorni si era capito che qualcosa stava cambiando, che sotto traccia si muovevano nuove dinamiche. Comunque sia, l’assemblea di Monte dei Paschi ha deciso: vince la lista di Plt Holding, della famiglia Tortora, che aveva proposto Luigi Lovaglio come ceo e Cesare Bisoni come presidente. Una rivincita personale per il banchiere lucano che non più tardi di due settimane fa era stato licenziato per giusta causa dalla banca senese. Il ceo uscente ha convinto poco meno del 50% del capitale, con una distanza di oltre 11 punti percentuali rispetto alla lista del cda.

Secondo quanto risulta ad Affaritaliani, il mercato – con l’eccezione di Blackrock che aveva depositato le sue azioni e aveva già fatto trapelare l’intenzione di votare per Plt – avrebbe puntato sulla lista che vedeva Fabrizio Palermo come ceo e Nicola Maione come presidente.

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Ma non è stato sufficiente perché con Lovaglio si sono invece schierati Delfin (17,5% del capitale) e BancoBpm (con il 3,7%). Dunque, la domanda che riecheggia sotto la Rocca Salimbeni è una sola: percné? Perché Francesco Milleri ha dato mandato a Matteo Erede, l’avvocato incaricato in assemblea di esprimere le preferenze della holding della famiglia Del Vecchio, ha scelto di votare per Lovaglio rompendo l’asse di ferro con Caltagirone? Le notizie si rincorrono e si sovrappongono.

C’è chi dice che la scelta di Palermo, su cui si era anche levata qualche perplessità da parte degli analisti, non convincesse neanche Milleri. Qualcun altro invece dice, più prosaicamente, che il ceo di Luxottica, impegnato a dirimere la difficilissima battaglia tra gli eredi Del Vecchio – davvero Leonardo Maria rileverà le quote di due fratelli? E a che prezzo? – non avesse voglia di un nuovo terreno di scontro. Ma è ovvio che le partite adesso si molitplichino: scegliere Lovaglio significa aver premiato la scelta di incorporare Mediobanca e procedere poi al delisting.

E soprattutto, significa che il prossimo anno, quando si deciderà il futuro di Generali, il fronte sarà tutt’altro che compatto. E’ vero, manca un anno e tutto può succedere, ma si sa che Lovaglio, annunciando l’opa su Mediobanca, aveva dichiarato che Generali potesse prestarsi a una “partnership commerciale nell’ambito della bancassicurazione”. Soprattutto, con la vittoria di Lovaglio il 13,2% del Leone detenuto da Piazzetta Cuccia finisce direttamente sotto la guida di Siena, che quindi accorcia la catena di comando.

Infine, c’è il nodo BancoBpm. Perché la banca guidata da Giuseppe Castagna ha scelto di sostenere la lista Lovaglio e non quella del cda? Presto per dirlo, anche se le azioni di Piazza Meda hanno iniziato a correre (così come quelle di Mediobanca e di Mps) a ridosso dell’annuncio della vittoria della lista Plt, che Affaritaliani ha dato alle 17.06 e che le agenzie hanno battuto pochi minuti prima della chiusura della Borsa.

Qualcuno bisbiglia che possa essere perfino il prodromo a una fusione tra Mps e Banco, una scelta che è stata spesso e volentieri tratteggiata. Di più: e se ci fosse un machiavellico disegno del governo che ha deciso di negare l’acquisto di BancoBpm a Unicredit per permettere poi la creazione del terzo polo tutto italiano, “usando” Caltagirone? Fantafinanza, sicuramente. Ma le voci girano e continueranno a farlo nei prossimi mesi. Intanto, gli addetti ai lavori si godono uno dei momenti più sorprendenti delle ultime settimane. Ma i colpi di scena, c’è da scommetterlo, non sono certo finiti qui.