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Olocausto/ Dubita della Shoah, docente veneto “cattolico integrale” trasferito. IL CASO

di Antonino D’Anna

Auschwitz Shoah

Ma allora, lo hanno sollevato dalla presidenza della commissione di maturità a Padova perché accusato di negazionismo, o c’è dell’altro? Il caso di Franco Damiani, docente veneto di Villafranca Padovana e “cattolico integrale” che all’inizio degli anni 2000 – riferisce “La Nuova Venezia” è stato al centro di polemiche, processi e interrogazioni parlamentari per le sue tesi negazioniste sull’Olocausto.

IL GIALLO DEL TRASFERIMENTO- Sì perché Damiani ha dei dubbi in proposito, che dice di esternare ai suoi docenti per incitarli a riflettere e ragionare con la loro testa. Il fatto è che per questi esami di Maturità 2013 era stato nominato presidente al Liceo Curiel dell’Arcella (PD), dove avrebbe dovuto presiedere la commissione – riferisce il foglio veneto – per le classi 5A e 5G. Il punto è che secondo il giornale Damiani sarebbe stato trasferito d’urgenza a Montebelluna, mentre egli si difende (anche con un intervento sulle pagine del giornale veneto), chiarendo di essere stato “”rimosso” dal “Curiel”, ma per essere nominato… a Montebelluna (grande sagacia: non avendo patente non posso materialmente andarvi) e, (…), nella mattinata del 17 giugno, a esami già in corso, ho ricevuto una telefonata dall’uficio scolastico regionale che mi offriva la presidenza di una commissione al “Calvi” (istituto tecnico di Padova). Dunque a Montebelluna e al “Calvi” un “negazionista” può fare il presidente di comissione, al “Curiel” no? Eccovi un buon quiz per l’estate. Che io mi sto godendo in santa pace, giacché di solito negli anni dispari…non mi nominavano!”. Peraltro il prof ha rinunciato anche a Montebelluna perché si dovrebbe spostare in treno e non arriverebbe in tempo a scuola.

NEGAZIONISTA SI’ O NO?- Il docente veneto è una vecchia conoscenza del Ministero della Pubblica Istruzione, e peraltro non è nuovo a polemiche del genere, come ricorda “La Nuova”. Nel 2000, quando insegnava all’istituto turistico Gritti di Mestre (VE), cinque deputati dell’Ulivo presentarono un’interrogazione parlamentare sulle sue affermazioni negazioniste: l’allora ministro Tullio De Mauro spedì un ispettore, parte degli studenti protestarono contro di lui, l’altra parte lo difese. Attenzione perché Damiani ci tiene alle sue idee: nel 2004 due genitori che secondo lui l’hanno diffamato e accusato di negare l’Olocausto, vengono querelati dal professore. Risultato: cinque anni di attività della magistratura italiana per assolvere i due e dare torto a Damiani, nel 2005 trasferito a Camposampiero. E quattro commissioni d’esame presiedute in otto anni. Il 13 giugno scorso, dice “La Nuova Venezia” (ma Damiani contesta il fatto, visto che a Padova il 13 giugno è festa del Santo patrono, Sant’Antonio, e gli uffici sono chiusi), Damiani riceve la lettera di trasferimento per aver: “inopportunamente manifestato riflessioni e valutazioni sulla metodologia didattica adottata dalla scuola”. Che avrebbe detto il prof sulla sua pagina Facebook? Questo: “È tutto sbagliato, siamo nel regno dell’illecito, della falsità, della menzogna propinata ai giovani”. Prende carta e penna e alza lavoce, scrivendo all’ufficio scolastico che lo ha trasferito: non si va a spiare il muro Facebook, dice in sostanza il prof, perché è uno spazio privato e uno nel proprio spazio privato fa e dice quello che vuole. E chiarisce: non ritratto nulla di quanto ha scritto. Motivo del contendere? Un laboratorio sui negazionismi a suo dire “fuori di ogni correttezza metodologica e contenutistica”.

(Segue: La difesa dei cattolici tradizionalisti: il professor Damiani è una persona intellettualmente onesta, vittima “della follia liberticida e del politicamente corretto”. Il prof si difende: qui non si tratta di essere pro o contro l’Olocausto, ma è il metodo con cui si fa cultura sull’Olocausto ad essere sbagliato…)

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Ahmadinejad 400L’ex presidente iraniano Ahmadinejad

LA DIFESA DI CHRISTUS REX- A questo punto interviene Matteo Castagna, portavoce del circolo cattolico Triveneto “Christus Rex”, che con una nota “Esprime incondizionata solidarietà al suo addetto stampa, professor Franco Damiani, vittima, per l’ennesima volta della follia liberticida e del politicamente corretto”. E ancora: “Un ottimo insegnante cattolico è evidentemente considerato un pericolo dalla scuola laica, in realtà atea, che non consente neppure di esprimere perplessità su una metodologia didattica. La dittatura stalinista nel mondo della scuola produce allievi ignoranti e privi di capacità critica”, per cui: “Diciamo a gran voce: 10, 100, 1000 prof. Damiani!”. Chiarisce ancora Castagna sulle pagine dei commenti FB de “La Nuova”: “Il Prof. Damiani ha parlato esclusivamente di metodologia sbagliata, in quanto mancante di contraddittorio e in quanto sostiene che la relatrice non abbia alcun titolo specifico che le dia l’autorevolezza necessaria per parlare dell’argomento”. Quindi: “Se si usa questo come pretesto per “spiare” le presunte opinioni personali di un docente e si arriva a trasferirlo, significa che l’art. 21 della Costituzione italica non vale per tutti, e questo, in un Paese che si dice libero e democratico è vergognoso! E’ un vile accanimento contro un ottimo insegnante che ha la sola “colpa” di essere un cattolico romano integrale e di avere idee circostanziate e documentate su argomenti politicamente scorretti”. Il professore, difeso anche dalla moglie sulle pagine dei commenti, riprende 12 domande di Jurgen Graf sull’Olocausto. Ricordiamo ai lettori, per completezza d’informazione, che il signor Graf, classe 1961 da Basilea, è un negazionista e teorico della cospirazione, che per le sue idee in tema di Olocausto (espresse in alcuni libri) nel 1998 è stato condannato a una multa e 15 mesi di carcere da un tribunale svizzero. Ha cercato asilo politico in Iran, paese che sull’Olocausto ha bandito negli anni scorsi un ridicolo quanto disgustoso concorso di vignette a contenuto “umoristico” sulla Shoah, il cui ex presidente Mahmoud Ahmadinejad è da sempre un negazionista a oltranza. E che alla fine si è sposato una bielorussa nel 2001, vivendo oggi a Mosca dove lavora come traduttore (in Svizzera era un filologo). Tra le domande eccone una, la 5: “Disegnate una camera a gas nazista nella quale degli ebrei sono stati assassinati per mezzo dello Zyklon e spiegatene il funzionamento”.

CHE COSA PENSA DAMIANI- Ma come la pensa davvero il professore? La risposta è sempre per iscritto sulle pagine dei commenti: “Comunque qui non si trattava, come in realtà mai, di “Olocausto sì – Olocausto no” , chi lo afferma è buono e chi lo nega è cattivo. Questo è il modo volgare e infantile in cui pongono la questione gli ignoranti e i mestatori. (…) Al di là dell’interessato polverone la questione era in realtà molto più semplice e nello stesso tempo ben più profonda: come ha giustamente notato Matteo Castagna mi ero limitato a trovare ignobile che in una scuola pubblica si organizzasse un laboratorio intitolato pomposamente “Negazionismi: un problema storico e filosofico”, avente come unica relatrice la signora Valentina Pisanty che, a prescindere dalle competenze (di cui parlerò dopo), è un avversaria dichiarata del revisionismo olocaustico. La “menzogna” è presentare ai giovani come verità indiscutibile un’opinione di parte: e questo si continua da decenni a fare nella scuola”. Professore, viva la libertà di parola e, si capisce, di dibattito: ma la signora Sara Rosenbaum, nel 1945, scampò all’ultima gassazione di bambini avvenuta ad Auschwitz. Lo ha raccontato ad Avvenire nel 2009. Forse anche a lei qualche dubbio sull’Olocausto potrebbe venire.