Parma, accoltellò il compagno: 21enne arrestata
La donna, di origini cubane, è accusata dell’omicidio del compagno convivente, 28enne di origine domenicane, deceduto in ospedale lo scorso 5 marzo a seguito di una profonda ferita procurata da un’arma da punta e da taglio. L’arresto a opera dei carabinieri è avvenuto in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, emessa dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Parma, su richiesta della procura di Parma.
La ricostruzione
Secondo quanto ricostruito, il 4 marzo scorso, intorno alle 18, i militari sono intervenuti per la segnalazione di un accoltellamento presso un’abitazione di Borgo Riccio, dopo la segnalazione del 118. I soccorsi avevano fornito una descrizione precisa delle condizioni critiche in cui avevano trovato la vittima, raccogliendo le parole dell’uomo ‘aiuto, respiro male, muoio, portatemi in ospedale, aiutatemi!’ e anche quelle della donna che avrebbe spiegato al sanitario che era stata lei a dare la coltellata all’uomo accidentalmente. I soccorritori quindi notavano la ferita da punta nella porzione sotto ascellare del torace laterale sinistro. Nonostante il trasporto d’urgenza in codice rosso e un delicato intervento chirurgico, l’uomo era morto.
Sin dalle prime battute dell’inchiesta, la donna ha sempre sostenuto la tesi dell’incidente domestico. Secondo le dichiarazioni e la ricostruzione dell’indagata, mentre si trovava in cucina intenta a lavare le stoviglie con un grosso coltello in mano, il compagno le si sarebbe avvicinato alle spalle per ‘sculacciarla’ per gioco e nel voltarsi di scatto per intimargli di smettere, la donna lo avrebbe inavvertitamente colpito, sostenendo che l’uomo si fosse di fatto ‘auto-trafitto’ nell’intento di abbracciarla.
Gli indizi di colpevolezza
Nello specifico, come osservato dal gip nella ricostruzione dell’accaduto, la postura della vittima e la direzione del colpo, nel senso che la lama è penetrata dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra. Questa traiettoria indica che la vittima si trovasse di fronte all’indagata, con almeno il braccio sinistro sollevato. Tale dato, osserva il giudice per le indagini preliminari, permette di smentire la versione della donna, la quale sosteneva di essersi girata di scatto mentre l’uomo cercava di abbracciarla da dietro.
E ancora, la ferita a forma di ‘S’ sulla mano dell’indagata: trattasi di un dettaglio cruciale, consistente nella tipologia della lesione riscontrata sul palmo della mano destra della donna. L’indagata aveva giustificato il taglio sostenendo di essersi ferita raccogliendo il coltello dopo che la vittima se lo era estratto dal corpo. Il gip ha ritenuto questa ricostruzione illogica: la ferita longitudinale è in realtà la classica lesione da ‘scivolamento’.
L’indagata è stata descritta dai conoscenti come una persona dotata di un temperamento forte, irascibile, possessiva e incline a scatti d’ira, durante i quali era solita aggredire verbalmente e fisicamente il compagno. Il gip ha ritenuto, quindi, che il delitto fosse stato scaturito da una repentina reazione violenta dell’indagata e ne ha disposto l’arresto. La donna si trova ora ai domiciliari con il braccialetto elettronico.

