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Palermo, fermati due tunisini per apologia di terrorismo: sui social incitavano alla Jihad e pubblicavano la Casa Bianca in fiamme

Il fermo disposto dalla Dda di Palermo. Secondo l’accusa i due usavano TikTok e Instagram per esaltare martirio, Jihad e immagini dell’Isis

Palermo, fermati due tunisini per apologia di terrorismo: sui social incitavano alla Jihad e pubblicavano la Casa Bianca in fiamme

L’inchiesta coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia ruota attorno ai contenuti diffusi attraverso i profili online

Palermo torna al centro di un’inchiesta sull’estremismo online. La Dda ha disposto il fermo di due tunisini accusati di apologia di terrorismo nell’ambito di un’indagine coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia.

Secondo quanto emerge, i due avrebbero utilizzato profili social su TikTok e Instagram per incitare alla Jihad e al martirio. Al centro degli accertamenti ci sarebbero anche immagini di miliziani armati e contenuti riconducibili alla propaganda jihadista.

Tra i materiali finiti sotto la lente degli investigatori compare anche un’immagine della Casa Bianca in fiamme con il vessillo dello Stato islamico al posto della bandiera statunitense. Un elemento che, insieme agli altri contenuti pubblicati, ha portato la Direzione distrettuale antimafia di Palermo a disporre il fermo.

L’inchiesta punta ora a ricostruire nel dettaglio l’attività online dei due indagati, il perimetro della loro propaganda e l’eventuale diffusione dei messaggi sui social.

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