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Papa Leone XIV nella “Terra dei fuochi”, ad attenderlo 12mila fedeli. Il Sindaco Manfredi: “Forte messaggio di vicinanza”

Il Pontefice è in Campania per una visita pastorale dal forte valore simbolico. Manfredi: “Segnale di vicinanza e di responsabilità per le istituzioni”

Papa Leone XIV nella “Terra dei fuochi”, ad attenderlo 12mila fedeli. Il Sindaco Manfredi: “Forte messaggio di vicinanza”

Papa Leone XIV ad Acerra, fedeli in attesa e campane a festa. Don Patriciello: “Felici come i bambini il giorno della prima comunione”

Papa Leone XIV è arrivato ad Acerra, nel cuore della cosiddetta “Terra dei Fuochi”, per una visita pastorale che ha un forte significato simbolico legato alle questioni ambientali e sociali di una delle aree più colpite del Mezzogiorno. L’elicottero con a bordo il Pontefice è atterrato al campo sportivo “Arcoleo”, dove ad accoglierlo erano presenti autorità religiose e civili, tra cui il vescovo Antonio Di Donna, il sindaco di Acerra Tito d’Errico, il prefetto di Napoli Michele Di Bari e il presidente della Regione Campania Roberto Fico. Il Papa ha salutato la folla presente, soffermandosi anche con bambini e fedeli tra strette di mano e selfie.

Nel corso della giornata, migliaia di persone si sono radunate nelle diverse aree della città: secondo le stime, circa 12 mila fedeli hanno atteso il Pontefice in piazza Calipari, mentre le campane della cattedrale di Santa Maria Assunta hanno suonato a festa al suo arrivo. La visita prosegue in un clima di forte partecipazione emotiva, con incontri dedicati anche ai vescovi, al clero e alle famiglie delle vittime dell’inquinamento ambientale. La tappa ad Acerra si inserisce in un percorso pastorale che pone al centro il tema della tutela del creato e delle conseguenze sanitarie e sociali legate allo smaltimento illegale dei rifiuti.

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha sottolineato come la presenza del Papa rappresenti “un messaggio molto forte di impegno e di vicinanza” per un territorio che cerca riscatto. Manfredi ha inoltre evidenziato la necessità di continuare il percorso di rigenerazione ambientale e sociale, richiamando il ruolo delle istituzioni nel garantire protezione e futuro alle comunità locali.  “La visita del Papa nella Terra dei fuochi è un ​messaggio molto forte di impegno e di vicinanza per un territorio che ha voglia di un riscatto e di un rinnovamento, che si sta mettendo in campo. Con la sua presenza – aggiunge il presidente dell’Anci – il Santo Padre dà anche una spinta ulteriore alle istituzioni per proseguire nel percorso di rinnovamento. Proteggere l’ambiente in cui viviamo significa proteggere il futuro della comunità. Serve attenzione, forza e rigore. In questi decenni abbiamo sofferto per colpa della criminalità organizzata, ma anche delle istituzioni che non hanno svolto il loro compito. Adesso la situazione è cambiata e dobbiamo proseguire su questa strada”.

Anche il sacerdote Maurizio Patriciello, da anni impegnato sul territorio, ha descritto la visita come un possibile punto di svolta, un invito a proseguire nel cammino di collaborazione tra cittadini, Chiesa e istituzioni. “Oggi il Papa è ad Acerra, a pochi passi da Caivano, cuore della ‘Terra dei fuochi’. Siamo commossi come i bambini nel giorno della prima comunione. Il Santo Padre viene a condividere con noi la rabbia, il dolore, lo sconcerto, ma soprattutto la speranza e la preghiera. Viene a dirci di non mollare, di continuare a osare, di continuare a seminare pace, impegno, condivisione, amore. Questa visita si pone come sigillo di un percorso lungo e doloroso e l’inizio di un nuovo cammino”. ha scritto don Maurizio Patriciello in una lettera pubblicata dal quotidiano Avvenire.

“La lotta non è finita. Il dio–mammona sta sempre dietro l’angolo. Occorre vigilare, educare, formare. Nessuna delega in bianco deve essere più data a nessuno. Il creato è un giardino da custodire, non un deposito da saccheggiare”, rimarca il parroco del Parco Verde di Caivano, che sottolinea come il più grande successo raggiunto in questi anni è “la nostra caparbia volontà di dialogare e collaborare con le istituzioni con franchezza, umiltà, maturità, lealtà. Un chiedere e dare aiuto alle legittime autorità, sapendo che le persone cambiano, lo Stato resta. A chi ci ha fatto tanto male – aggiunge – vorremmo consigliare di approfittare della presenza del Papa per iniziare un cammino di pentimento e di vera conversione. Chiedere perdono e tentare di riparare il male fatto è un atto di forza non di debolezza. Il tempo delle menzogne e delle minacce è finito. Santo Padre, benedici tutti. Una carezza particolare, però, riservala ai bambini. A quelli che hanno dovuto dire addio alla vita e ai loro amici che, in queste ore, continuano a lottare contro il ‘mostro’”.

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