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Professoressa accoltellata a Bergamo, la confessione choc del 13enne: “Mi dispiace non averla ammazzata”

Il giovane aveva pianificato tutto nel dettaglio: dall’acquisto del coltello all’idea di trasmettere l’attacco in diretta fino a una vera e propria dichiarazione scritta

Professoressa accoltellata a Bergamo, la confessione choc del 13enne: “Mi dispiace non averla ammazzata”
coltello

Valditara: “Stop ai social per gli under 15”

Un gesto che scuote l’Italia: una scuola di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, diventa teatro di violenza quando un ragazzo di appena 13 anni accoltella la propria insegnante. La professoressa Chiara Mocchi, 57 anni, lotta per riprendersi dalle ferite e dallo choc, mentre emergono dettagli inquietanti sul mondo interiore del giovane e sulla premeditazione dell’atto. Davanti ai carabinieri, il tredicenne si è mostrato “lucido” e “consapevole”.

Come riporta il Corriere della Sera, il ragazzo si è detto “dispiaciuto”, ma non per l’aggressione: per non aver ucciso l’insegnante. L’atto non è stato improvvisato: il giovane aveva pianificato tutto nel dettaglio, dall’acquisto del coltello all’idea di trasmettere l’attacco in diretta, fino a una vera e propria dichiarazione scritta. Nel testo si legge: “Sono giunto alla conclusione che non posso più vivere una vita così. Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalità”. E ancora: “Ho deciso che la soluzione perfetta è prendere in mano la situazione”. L’obiettivo, indicato senza ambiguità, è la professoressa: “Ucciderò la mia insegnante di francese. La scelta non è casuale, è mirata”. Parole che rafforzano l’idea di un gesto “pianificato e rivendicato”.

La vicenda ha riacceso il dibattito sul ruolo dei social tra i giovani. Intervenendo a Tg2 Post, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha dichiarato che “abolire l’utilizzo e l’accesso ai social ai minori di 15 anni” deve essere “il passo successivo” al divieto di usare il cellulare nelle scuole, attualmente in discussione in Parlamento. Valditara ha aggiunto: “Bisogna ricostruire quel percorso di grande collaborazione e fiducia tra famiglia e scuola. Abbiamo voluto responsabilizzare le famiglie, non solo nel Decreto Sicurezza ma già in altri provvedimenti. Non lasciate i vostri figli, quando sono piccoli, soli davanti a uno schermo, a un cellulare o ai social”.