
Accolta richiesta di decreto ingiuntivo. Prima dell’estate le famiglie Matarrese e Andidero lo avevano presentato nei confronti dello Stato. Qualche settimana dopo è arrivato il verdetto: “Il tribunale di Roma accoglie l’istanza e ordina in via provvisoria il pagamento delle somme dovute”.
La storia di Punta Perotti vede dunque un epilogo per quanto riguarda la parte economica dopo che a novembre è stato accreditato il bonifico che chiude il capitolo indennizzo. A inizio anno c’era stato l’anticipo di 7 milioni ottenuto (5 milioni ai Matarrese e due milioni tra le altre due famiglie di imprenditori), adesso è stata liquidata la parte che rimaneva: 37 milioni come previsto a titolo di ristoro (più restituzione dei suoli confiscati) dalla sentenza del 10 maggio 2012. Un totale di 49 milioni complessivi così suddivisi: 37 milioni alla ricorrente Sud Fondi, 9,5 milioni alla Mabar (famiglia Andidero) e 2,5 milioni alla Iema (la famiglia Quistelli non ha presentato l’istanza).
Sud Fondi aveva chiesto nel ricorso originario 274 milioni di euro, Mabar 62 milioni e Iema 14 milioni. Dopo la sentenza del Cedu lo Stato aveva fatto una proposta: restituzione dei suoli (valutati 52 milioni) più un assegno (da 8 milioni).
