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Scuola: tutte le novità della riforma Renzi. Cosa cambia

Scuola/ Che cosa prevede la riforma della scuola all’esame del Consiglio dei Ministri? Così Renzi cambia la scuola

SCUOLA

Riforma della scuola – Il Cdm si riunisce per discutere della proposta di riforma scolastica ‘La buona scuola‘, presentata dal premier Renzi per la prima volta nel settembre del 2014. Il premier ha deciso di non ricorrere a un decreto, ma di presentare un disegno di legge, che arriverà in parlamento la prossima settimana. Sembra tramontata, quindi, l’ipotesi di un decreto per l’assunzione di oltre centomila docenti precari, come era stato annunciato.

Ecco cosa prevede la riforma della scuola:

1.Scatti di anzianità. Restano gli scatti di anzianità, che in un primo momento avrebbero dovuto essere eliminati. Ogni 9, 15, 21, 28 e 35 anni i docenti avranno un aumento di stipendio. Non saranno invece inseriti gli scatti per merito. Eventuali fondi in più verranno assegnati ai presidi, a cui sarà lasciato il compito di scegliere la modalità di attribuzione dei premi agli insegnanti migliori.
2.Scuole private. Rimangono gli sgravi fiscali per le famiglie che scelgono di mandare i figli nelle scuole private paritarie, ma solo per la scuola dell’obbligo. Dalle superiori gli sgravi non sono confermati.
3.Precari. Centomila precari dovrebbero essere regolarizzati entro settembre del 2016, i primi 50mila nel 2015. Ancora da chiarire chi rientrerà nel piano. L’assunzione avverrà a partire dalle graduatorie ad esaurimento e poi dai vincitori del concorso del 2012. Esclusi gli idonei e i supplenti degli elenchi di istituto.
4.Bonus per gli insegnanti. Per un anno sarà concesso un bonus del valore di 400 euro, per finanziare acquisti culturali come libri, biglietti per il teatro, concerti, mostre.
5.La riforma non parla del riordino delle classi di concorso (materie che si possono insegnare).
6.La riforma prevede anche scuole aperte nel pomeriggio e classi meno numerose.
7.Sarà obbligatorio fare tirocini negli ultimi tre anni degli istituti tecnici e professionali per almeno 200 ore all’anno.