Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Roma, 15enne morta dopo la cena con la squadra: il post del padre e l’autoiniettore di adrenalina ora sotto esame

Roma, 15enne morta dopo la cena con la squadra: il post del padre e l’autoiniettore di adrenalina ora sotto esame

Dopo i funerali di Sofia Di Vico, il padre la ricorda sui social. La procura indaga e farà verifiche sul dispositivo salvavita

Roma, 15enne morta dopo la cena con la squadra: il post del padre e l’autoiniettore di adrenalina ora sotto esame

La procura indaga sulla morte di Sofia Di Vico: accertamenti sul dispositivo portato con sé durante la cena

Il giorno dopo i funerali, alla tragedia di Sofia Di Vico si aggiunge il dolore affidato ai social dal padre Fabio. La 15enne è morta all’ospedale Grassi di Ostia dopo il malore accusato durante una cena con la squadra di basket nel camping che ospitava il torneo al quale stava partecipando. Nel messaggio pubblicato online, il padre ha scelto parole brevi e durissime nel loro peso: “Grazie di tutto amore mio. Lo so che non ti ho perduta, sei solo volata più in alto, ma me lo potevi dire. Illumina me, mamma, i nonni, gli zii, i cugini, le tue amiche di scuola, di basket e tutti quelli che hanno avuto modo di conoscerti perché senza di te non siamo niente. Ti amo e scusami di avertelo detto troppe poche volte”.

Sofia si trovava a Roma con la Union Basket Maddaloni. Secondo quanto emerso nelle prime ore dopo la tragedia, la ragazza soffriva di una grave allergia alimentare e si sarebbe sentita male durante la cena. I soccorsi sono scattati nella tarda serata del 2 aprile, ma le sue condizioni si sono aggravate durante il trasporto in ospedale.

La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e ha disposto l’autopsia per chiarire con precisione la dinamica del decesso. Il torneo a cui avrebbe dovuto partecipare è stato sospeso dopo la notizia della sua morte.

Uno dei nodi centrali dell’inchiesta riguarda l’autoiniettore di adrenalina che la ragazza aveva con sé proprio per affrontare eventuali emergenze. Il dispositivo è stato sequestrato e sarà analizzato, perché tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di un possibile malfunzionamento.

Restano così due piani che si intrecciano. Da una parte il dolore della famiglia, esploso nel post del padre dopo l’ultimo saluto celebrato a Maddaloni. Dall’altra gli accertamenti della magistratura, chiamata a stabilire se la morte della 15enne sia stata provocata da uno shock anafilattico e se tutti i presidi necessari abbiano funzionato correttamente.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE NEWS