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Roma, processo ai narcos della rete Cacher: rinviati a giudizio Bennato, Molisso, Calderon e Capriotti

Il gup manda a dibattimento i presunti capi del sistema che voleva unire le piazze della droga della Capitale. Prima udienza il 24 giugno

Roma, processo ai narcos della rete Cacher: rinviati a giudizio Bennato, Molisso, Calderon e Capriotti
polizia roma

Le accuse parlano di un gruppo in grado di gestire lo spaccio romano, proteggere gli affiliati e usare le armi

Andranno a processo alcune delle figure di spicco nel mondo della criminalità romana come Leandro Bennato, Giuseppe Molisso, Alessandro Capriotti, noto come il Miliardero, e Raul Esteban Calderon, già sotto processo per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli ‘Diabolik’. Il gup di Roma al termine dell’udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta dei pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma nata dall’operazione “Cacher” dei carabinieri che un anno fa ha smantellato i vertici di una maxi organizzazione che puntava a unificare le centrali di spaccio della Capitale.

I reati contestati vanno, a vario titolo, dall’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti alla detenzione e cessione ai fini di spaccio, fino alla detenzione e al porto illegale di armi. “…sti ragazzetti crescono tutti con il nome di Peppe Molisso e Bennato e ‘sta cosa si rafforza. Molisso è diventato il Michele Senese di dieci anni fa. Molisso a Cinecittà è diventato il Michele Senese di dieci anni fa e Bennato uguale”, è riportato negli atti dell’inchiesta dei pm Francesco Cascini e Simona Marazza su intercettazioni e dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia da cui emerge l’ascendente criminale di Molisso, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Selavdi Shehaj detto ‘Passerotto’ ucciso sulla spiaggia di Torvaianica, e di Leandro Bennato, “il Biondo”, coinvolto in passato nell’inchiesta ‘Grande Raccordo criminale’ e condannato dalla Corte di Assise d’Appello di Roma a 19 anni e 4 mesi per sequestro di persona a scopo di estorsione e detenzione ai fini di spaccio di 107 chili di cocaina, dal mese scorso al 41bis nel carcere di Novara.

A chi si metteva sotto la loro ala, secondo l’accusa, i due capi che avevano riunito le principali piazze di spaccio, assicuravano protezione in vario modo, risolvendo i contrasti ai vertici, stabilendo la sostituzione o il mantenimento del titolare, intervenendo in difesa dei singoli capi piazza rispetto a nuovi soggetti intenzionati a intromettersi nel traffico degli stupefacenti, controversie che venivano risolte anche con eclatanti atti di violenza. Il processo inizierà il prossimo 24 giugno davanti ai giudici dell’ottava sezione collegiale. Un’altra ventina di indagati nel procedimento hanno scelto di essere giudicate con rito abbreviato e per loro la decisione è attesa nelle prossime settimane.

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