Ennesima bravata turistica nel cuore di Roma. Un turista neozelandese di 30 anni si è tuffato nella Fontana di Trevi dopo aver aggirato i divieti, trasformando uno dei monumenti più celebri al mondo in una piscina improvvisata. La scena è stata ripresa in video, rilanciata sui social e diventata virale in poche ore.
Il gesto, però, gli è costato caro: per il turista sono scattati 500 euro di multa e il daspo urbano, il provvedimento che impedisce l’accesso ad alcune aree della città.
Il tuffo nella fontana e l’intervento delle autorità
Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe superato le barriere e ignorato i divieti che proteggono la fontana, per poi entrare in acqua davanti agli occhi increduli di residenti e visitatori. Il tutto è avvenuto in una zona costantemente affollata e sorvegliata, proprio per evitare comportamenti pericolosi o dannosi per il monumento.
Il video del tuffo ha iniziato rapidamente a circolare online, alimentando commenti indignati e ironici. Ma per le autorità si tratta di un episodio serio: la Fontana di Trevi non è un set per contenuti social, ma un bene storico e artistico da tutelare.
Una bravata da 500 euro
La sanzione da 500 euro e il daspo urbano confermano la linea dura contro gli atti di inciviltà nei luoghi simbolo della Capitale. Roma, negli ultimi anni, ha dovuto fare i conti con numerosi episodi simili: bagni nelle fontane, danneggiamenti, arrampicate sui monumenti, scritte e gesti pensati per ottenere visibilità sui social.
Questa volta il protagonista è un turista neozelandese, ma il problema è più ampio: l’uso dei monumenti come scenografia per video virali, spesso senza alcun rispetto per il valore storico dei luoghi.
Fontana di Trevi ancora nel mirino dei turisti
La Fontana di Trevi è uno dei monumenti più fotografati e visitati al mondo, ma proprio per questo è anche tra i più esposti a comportamenti irresponsabili. Il fascino del luogo attira ogni giorno migliaia di persone, ma non tutti sembrano capire il confine tra visita, spettacolo e vandalismo.
Il tuffo del 30enne neozelandese è durato pochi istanti. Abbastanza, però, per far scattare la sanzione, il divieto di accesso e una nuova ondata di polemiche sulla gestione del turismo nelle città d’arte.
