Allarmi bomba e rischio terrorismo, Abagnale (ANPS): “La guerra in Iran mobilita terroristi dormienti. Gli obiettivi più a rischio? Siti americani ed ebraici”
Ore di tensione, in Italia, a causa dei numerosi allarmi bomba che in questi giorni hanno coinvolto edifici pubblici, sedi politiche e tribunali. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, viene da Milano, dove questa mattina il Palazzo di Giustizia è stato evacuato dopo una telefonata anonima che segnalava la presenza di un ordigno, poi rilevatosi un falso allarme. Anche a Roma, solo pochi giorni fa, il palazzo di via della Scrofa, sede di Fratelli d’Italia e del quotidiano Il Secolo d’Italia, è stato evacuato in seguito a un sospetto simile. Una situazione di caos, che coinvolge Forze dell’Ordine e artificieri, su cui fa il punto per Affaritaliani Carmine Abagnale, ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e presidente dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato.
“Il primo pericolo sono i mitomani, i quali con questo tipo di situazione vanno a nozze. In effetti diventa il loro gioco giornaliero”, dice Abagnale, che spiega poi le possibili cause sottese dietro agli episodi: “Ci sono due tipi di ragionamento possibili: creare una situazione di allarmi continui, in modo che dopo un po’ la tensione si abbassi e loro abbiano la possibilità di colpire in un momento più congeniale; oppure valutare se alcuni obiettivi sono perfettamente sorvegliati e quali siano i tempi di reazione in caso di allarme. Questo tipo di strategia potrebbe anche essere volto a sviare l’attenzione da alcuni punti per poi colpire un luogo che non viene ritenuto un obiettivo importante”.
La guerra in Iran
Una situazione che trova terreno fertile nello scenario della guerra in Iran, che aumenta il rischio terrorismo. “Questa guerra fa sì che i gruppi terroristici cerchino di mobilitare i simpatizzanti e risvegliare i cosiddetti terroristi ‘dormienti’, tentando azioni eclatanti che, oltre a creare terrore, diano loro un senso di vendetta, forza e visibilità”. Quanto ai luoghi più sensibili, Abagnale sottolinea che “i primi obiettivi a rischio sono quelli americani ed ebraici; seguono i grandi luoghi turistici internazionali e, infine, i luoghi di grande assembramento, se si vuole colpire la massa. Lo scopo primario del terrorismo è colpire obiettivi di alto valore internazionale che diano loro visibilità mondiale”.
I protocolli
Quanto alla gestione dell’emergenza, l’Italia ha già preso alcune misure eccezionali. “Ha rafforzato i controlli negli aeroporti, nelle stazioni, presso le ambasciate, le sinagoghe e i luoghi di culto. Ha inoltre predisposto controlli straordinari per eventi pubblici e grandi manifestazioni. È stato anche aumentato il pattugliamento nelle aree sensibili. L’Italia dispone inoltre di numerose unità speciali di pronto intervento, pronte a operare in caso di emergenza”, dice Abagnale.
L’Italia dispone, secondo il presidente dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato, di un servizio di intelligence molto valido, capace di intervenire nella fase di preparazione dei fatti delittuosi e di bloccarli. “Per questo l’Italia ha avuto meno attentati rispetto ad altri paesi europei. Vorrei rassicurare i cittadini: il rischio di attentati nel nostro Paese esiste, ma abbiamo le capacità di prevenirli grazie alle nostre forze dell’ordine, tra le migliori al mondo”, conclude.

