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Strage di Crans-Montana, chi sono i sei ragazzi italiani dispersi. L'appello disperato delle famiglie coinvolte: "Aiutateci a trovarli"
La scorsa notte, la Farnesina ha reso noti anche i nomi di 12 dei 13 ragazzi che, salvo errori, risultano nella lista dei feriti

Crans-Montana, sei italiani dispersi e tredici ricoverati in centri per grandi ustionati
Cercavano un posto dove salutare l’anno e invece è arrivato il fuoco. Giovani che volevano festeggiare, ridere, ascoltare musica, stare insieme. Un luogo caldo, nel cuore dell’inverno: un bar pieno di luci e voci per accogliere l’anno nuovo. Poi, all’improvviso, le fiamme. Il fumo. Le sirene. Dopo il caos, lenzuola e coperte stese sui corpi.
La giornata di ieri è stata durissima per Crans-Montana, con il dolore che ha attraversato il confine: tra feriti e dispersi ci sono molti italiani, per lo più giovanissimi. Nel bilancio diffuso nel tardo pomeriggio dalla polizia svizzera si contano 47 morti e 115 feriti, tra cui almeno sei italiani dispersi e tredici ricoverati in centri per grandi ustionati.
Crans-Montana, i nomi dei dispersi
Al Regent, il centro congressi di Crans-Montana, vengono accolte le famiglie dei ragazzi che risultano ancora dispersi. Presenti anche i genitori di Chiara Costanzo, 16 anni, di Milano: il padre, Andrea, confessa la sua esasperazione e la sua speranza che la figlia sia tra i feriti non ancora identificati.
A chiedere aiuto è anche Carla Massiello, madre di Giovanni Tamburi, 16 anni: l’ultimo amico che lo ha visto racconta che stavano scappando insieme, poi l’ha perso di vista. Tra i dispersi c’è anche Emanuele Galeppini, 17 anni, nato a Genova e oggi residente a Dubai: l’ultimo contatto con la famiglia risale alla mezzanotte.
Completano l’elenco, secodno quanto riportato dal Corriere della Sera, Achille Barosi, Riccardo Minghetti e Giuliano Biasini: un bilancio che continua a cambiare, mentre le famiglie restano in attesa di notizie.
Crans-Montana, i nomi dei feriti
Con il passare delle ore arrivano conferme e smentite, con alcuni dispersi che vengono ritrovati nei reparti ustioni tra Svizzera e Italia. Tra i ricoverati ci sono anche la dottoressa Alessandra Galli De Min e la veterinaria Eleonora Palmieri, entrambe in condizioni serie. L'elenco resta provvisorio poiché molte persone sono giunte agli ospedali senza documenti, con le identificazioni che stanno procedendo lentamente.
Tuttavia, la Farnesina ha reso noto, nella serata di ieri, i nomi di 12 dei 13 feriti, che, salvo errori, come riportato dal Corriere della Sera, dovrebbero essere: Alessandra Galli De Min, Manfredi Marcucci, Leonardo Bove, Francesca Nota, Antonio Lucia, Eleonora Palmieri, Filippo Leone Grassi, Chian Kaiser Talingdan, Giuseppe Gioia, Elsa Rubbino, Gregorio Esposito, Sofia Donadio. L’ultimo, per ora, resta ignoto.
Crans-Montana, la corsa dei genitori verso il bar in fiamme
È stato un Capodanno di paura. Quando scoppia l’incendio, poco dopo le due e mezza, il bar “Le Constellation” è già avvolto dalle fiamme. I genitori arrivano uno dopo l’altro, cercano i figli tra chi è riuscito a mettersi in salvo.
Umberto Marcucci trova suo figlio Manfredi, 16 anni, in strada: ustioni alla schiena, alla nuca, a un braccio. Con lui ci sono un ragazzo francese e una ragazza italiana. Li carica in auto e li porta all’ospedale di Sion. Più tardi Manfredi verrà trasferito al Niguarda di Milano.
Tra i feriti più giovani c’è anche Chian Kaiser Talingdan, 16 anni, liceo Virgilio di Milano. Era arrivato a Crans-Montana per Capodanno insieme all’amica e compagna di scuola Francesca Nota. Entrambi finiscono in terapia intensiva con ustioni gravi.
Un soccorritore racconta di aver tenuto la mano a Chian per non lasciarlo solo nel caos. Si ipotizza un trasferimento a Sion, ma non risulta negli elenchi: forse in Francia. Francesca, invece, viene prima ricoverata in un ospedale vicino, poi trasferita a Zurigo.
Alla fine resta l’attesa. Le liste cambiano, gli ospedali aggiornano i nomi, le famiglie continuano a chiedere. Qualcuno potrebbe essere tra i feriti non ancora identificati: è a questa possibilità che ci si aggrappa.
