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Cronache

 

sambuco

Dall'olio d'oliva "italiano" solo nel nome al parmigiano che diventa parmesan, fino alla pasta made in Italy che però viene prodotta chissà dove. Sono molti i prodotti alimentari che si richiamano al nostro paese ma che non vengono prodotti in Italia. Un danno per le nostre industrie non solo d'immagine, ma anche e soprattutto economico. In quest'ottica si inserisce l'interrogazione  dell'eurodeputato trevigiano della Lega Nord Giancarlo Scottà all'Esecutivo Ue sulla sambuca: "La Commissione Ue bandisca la messa in commercio, in alcuni Stati membri, di prodotti che riportano la denominazione "Sambuca", pur non essendo conformi ai requisiti previsti dalla normativa comunitaria". Abbiamo chiesto all'onorevole Scottà che cosa bisogna fare per difendere i nostri prodotti.




 

scottà

Perché e da dove nasce questa interrogazione a difesa della sambuca?
Questa interrogazione nasce in quanto in commissione Agricoltura mi sono sempre occupato della tutela delle denominazioni di origine, contro la contraffazione. Quando casi come quello della Sambuca si verificano, poi, all'interno degli stessi Stati membri, l'Europa dovrebbe far sentire la sua voce in modo chiaro e deciso in quanto non è tollerabile che si crei concorrenza sleale tra i suoi Paesi. In passato, sono stato relatore di una risoluzione sulla qualità dei prodotti agricoli, che è stata approvata a stragrande maggioranza all'interno del Parlamento, e proprio l'intensa attività svolta sia sul territorio, che in sede comunitaria, a salvaguardia dei nostri prodotti, mi ha portato a chiedere all'Esecutivo Ue di fare chiarezza su questioni simili, inclusa quella dei vini in polvere.


Quanto è importante per la nostra economia - l'economia dei territori - difendere i prodotti tipici e le "denominazioni di origine"?
Ritengo che la difesa delle specificità agroalimentari dei nostri territori sia fondamentale, poiché è anche da qui che passa l'integrazione europea. L'Unione deve essere in grado di tutelare le sue tipicità in quanto, con il loro bagaglio di tradizioni e Storia, esse ci rappresentano. Oggi, vista la crisi economica, è proprio dal territorio che bisogna ripartire per dare una spinta propulsiva alla nostra economia. Se l'Europa sarà in grado di accettare questa sfida, e di non cedere ad un mercato globale, risucirà a portare avanti il suo progetto di integrazione. Ma per raggiungere questo obiettivo è necessario tutelare quei prodotti che ci rendono noti nel mondo. Ci tengo a sottolineare che, oltre al controllo da parte dell'Europa, è indispensabile che anche gli Stati, a livello nazionale, rispettino le normative comunitarie.


Questa volta si tratta di una bevanda. Ma non è il primo caso. In passato le norme europee si sono occupate di formaggi, salumi e verdure. Cosa è più a rischio per lei?
Personalmente, mi sono batutto a favore di vari prodotti, dal vino, ai formaggi, fino alla Sambuca, appunto. Due anni fa ho anche organizzato un evento sulla difesa del Prosecco "Made in Italy," portando all'attenzione del Parlamento europeo questo "gioiello" tipico dalla mia terra, che nasce dalla vocazione vitivinicola delle zone trevigiane.

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