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Culture
Le regge reali si promuovono: una card per visitarle tutte

Di Eduardo Cagnazzi

Dal Cremlino a Versailles, da Venaria al Royal Palace inglese, dalla Reggia Vanvitelliana di Caserta fino alle dimore dei sovrani di Svezia, del Principato di Monaco, Spagna, Varsavia e di San Pietroburgo da visitare con un unico sistema di promozione e, in vista del 2018, anno europeo della Cultura, con una speciale card che consenta l’accesso a tutti i siti reali con una serie di agevolazioni ed eventi comuni sotto l’egida dell’Unesco. Le residenze dei vecchi sovrani d’Europa stringono un’alleanza e creano un nuovo prodotto turistico basato su cultura, paesaggio ed enogastronomia, tre fattori per catturare sia un turismo d’elite che di massa. È l’ambizioso obiettivo che arriva da Caserta al termine di quello che è considerato il G8 dei delegati delle vecchie residenze europee di cinque Paesi aderenti all’Association des residences royales europeennes (Arre) dedicato al turismo. E’ il nuovo modello in grado di interessare soprattutto i turisti provenienti dai Paesi asiatici, in primis la Cina, e che risponde in pieno anche agli obiettivi del Piano strategico nazionale approvato dalla Presidenza del consiglio, come ha affermato Francesco Palumbo, direttore generale per il Turismo del ministero dei beni culturali. Era stato il direttore del sito borbonico Unesco, Mauro Felicori, a candidare la città casertana come sede del meeting tematico, partecipando lo scorso anno all’incontro del sodalizio tenutosi a Venaria. Come un tempo i Palazzi reali erano porte di accesso al regno, oggi sono considerati porte di accesso a territori meno battuti e a nuovi filoni che danno ulteriori motivi per una visita, unendo la cultura alla storia, il paesaggio all’enogastronomia. “È la prima volta che il monumento vanvitelliano ha accolto i reali europei. E questo -ha sostenuto Palumbo- rappresenta un valore aggiunto da due punti di vista: gli obiettivi del Piano strategico del governo consistono infatti nell’allargare i flussi dai grandi attrattori al resto del territorio ed è indubbio che Caserta rappresenta un valore assoluto; inoltre siamo di fronte a un’offerta turistica di respiro tipicamente europeo, dove i viaggiatori vengono attratti da una grande storia, che trova nelle regge un punto di forza”. Un’occasione imperdibile per le regge italiane, soprattutto quella di Caserta che prova a rilanciarsi. “Facciamo parte da diversi anni di questo gruppo di siti, che ha una grande importanza internazionale come scambio di esperienze e di suggerimenti tecnici. Per noi -ha affermato Felicori- è un formidabile punto di riferimento e per tale motivo ci impegneremo sempre di più, con un nuovo protagonismo. Fare networking a livello europeo è decisivo”. Il summit avrà un carattere specialistico, anche in vista dell’anno europeo del patrimonio culturale: “Caserta ha già partecipato ad altri appuntamenti in Europa, dal castello di Chambord, nella valle della Loira, fino a Londra, dove si è discusso di sicurezza. Questi eventi -ha incalzato Felicori- contribuiscono a chiarire a tutti il prestigio e la dimensione internazionale in cui si muove la nostra Reggia. Dobbiamo continuare a lavorare per uscire dall’isolamento. Qui sul territorio stiamo ancora discutendo dei rapporti con la Regione o con altri enti locali, mentre il nostro orizzonte è mondiale”. E a tale proposito il direttore del sito casertano ha lanciato una proposta: “Il Comune di Caserta dovrebbe gemellarsi con tutte le città che ospitano residenze reali inserite nell’associazione Arre. Si tratta di solito non di capitali, ma di centri molto vicini alle grandi realtà. Sarebbe una straordinaria opportunità. Caserta godrebbe di fatto dell’alleanza con siti noti ovunque, senza essere schiacciata dal peso delle capitali. Dal gemellaggio potrebbero venir fuori tanti progetti, a partire dagli scambi scolastici, consentendo ai giovani del territorio di aprirsi a nuove realtà e portando in giro per l’Europa il nome della Città di Terra di lavoro legato alla cultura”. Nel frattempo, Caserta si rilancia con il marketing ed affida la concessione del marchio Reggia di Caserta all’azienda Antica Distilleria Petrone che produrrà l’Amaro Reggia, presentato al recente Vinitaly. Si tratta di una bevanda realizzata con essenze ed erbe del Giardino Inglese, suggestiva area verde all’interno del Parco, progettato dal giardiniere Andrew John Graefer, chiamato da Maria Carolina d’Austria, moglie di Ferdinando IV di Borbone. Ottenuta dall’infusione alcoolica di piante, erbe ed agrumi, la bevanda conterrà le essenze presenti nella Reggia: canfora, citronella, arancia amara, camelia, cicoria, finocchietto, bacche di mirto, foglie di ulivo, bergamotto e limoni. Questa è solo la prima di una serie di collaborazioni per favorire la promozione turistica del complesso vanvitelliano e del territorio e promuoverne l’identità e le eccellenze. La funzione del marchio “Reggia di Caserta” è quella di permettere al consumatore di identificare il prodotto nella sua caratterizzazione e di contribuire all'affermazione dell'immagine del Sito Reale. 

 



 

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