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Rock e psicologia, Vasco Rossi tra Lacan e Sartre: il libro

Prima pubblicazione scientifica sul cantante: “Essere Vasco Rossi, la lirica ciclotimica tra Lacan e Sartre”. Spiega l’autore Mario Campanella: “La sua produzione musicale tocca vette altissime e contemporaneamente recede in una struggente malinconia, con un’alternanza timica che ricorda le oscillazioni tempestose dell’umore”

Venerdi 26 settembre alle ore 18,  presso il Museo del Presente di Rende (Cs), Mario Campanella,  giornalista e scrittore,  presenta “Essere Vasco Rossi,  la lirica ciclotimica tra Lacan e Sartre” editata dalla rivista di psichiatria L’Altro. Un lavoro che proietta la grande rockstar emiliana nel proscenio della cultura italiana. Introdurrà la psicoterapeuta Lucia Nardi. A seguire, sempre al Museo del Presente,  la psichiatra pisana Donatella Marazziti,  allieva del prof Giovanbattista Cassano, parlerà delle basi neurobiologiche dell’amore,  della gelosia e dello stalking.
 

La prima pubblicazione scientifica su Vasco Rossi – “Essere Vasco Rossi,  la lirica ciclotimica tra Lacan e Sartre” è il titolo della pubblicazione edita dalla rivista di psichiatria L’Altro . Nel lavoro,  Campanella analizza la caratteristica principale della rockstar emiliana: “La sua produzione musicale tocca vette altissime e contemporaneamente recede in una struggente malinconia,  con un’alternanza timica che ricorda le oscillazioni tempestose dell’umore”.

Il paragone all’esistenzialismo sartriano è “nel qui e ora della sua lirica,  che riflette una condizione disincarnata dell’Io ma mai edonistica”. L’impronta del grande filosofo francese -scrive Campanella- è una sorta di precondizione nella musica di Vasco,  con una notevole assimilazione nell’ateismo che diventa dogmatico ma che è religioso”.

Il riferimento a Lacan e alla sua irruenza nell’inconscio freudiano – scrive ancora Mario Campanella nella pubblicazione dedicata al rocker di Zocca – è nella ricomposizione dell’identità che si trova nelle canzoni della sua maturità.

Vasco Rossi – si legge ancora nella pubblicazione – rifugge dal nichilismo e lo considera il nemico mortale da affrontare con un confronto diretto e quotidiano con il proprio es e con una tentata soluzione di privilegio immanente dell’esistenza.

“Vasco entra nel mondo della cultura – conclude Mario Campanella – italiana come una sorta di altalenante figura di emozioni,  ora vivide e struggenti,  ora improvvisamente elevate,  alla stregua di una bipolarita musicale che contraddistingue la sua identità musicale”.