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Avere un lato B da “I like”? Si usano gli impulsi elettrici

Niente protesi o filler iniettabili. La nuova tecnica “Vibrance” promette un effetto push up ai glutei senza essere invasiva

E’ ora della prova bikini. E il lato B è la parte del corpo più sotto esame in questo periodo. Se palestra, dieta e massaggi non si sono rivelati sufficienti per avere un fondoschiena tonico e proporzionato, ci sono nuove tecniche chirurgiche, sempre più efficaci e meno invasive. Come il Vibrance, ultima evoluzione di una tecnica “non ablativa” già studiata da almeno 15 anni: “Si può ottenere un notevole effetto push up dei glutei, senza l’utilizzo di materiali iniettabili o protesi, ma attraverso l’utilizzo di piastre metalliche simili a quelle che si utilizzano per l’elettrostimolazione”, spiega ad Affari Antonella Castaldo, medico chirurgo perfezionato in chirurgia plastica ed estetica (*). “Si crea così un campo magnetico che va a stimolare l’elasticità dei tessuti, muovendosi in senso opposto rispetto a quanto si faccia con la cellulite. Se in quel caso si cerca di drenare i tessuti, in questo caso invece, grazie a un gel a base di perossido, si stimolano la sintesi di collagene ed elastina”.

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“Si ottiene così una vera e propria ricostruzione volumetrica, con risultati  specifici e modulabili a seconda delle zone da trattare e con il vantaggio di non dover utilizzare alcun tipo di filler o protesi, ma grazie a tre differenti correnti miscelate in sinergia – prosegue Castaldo -. Queste correnti, regolate ad una intensità tale da non essere percepite dal paziente, vengono trasmesse attraverso delle piastre che stimolano la tonicità”. Per amplificare al massimo l’effetto è possibile fare poi un “trattamento con aghi da agopuntura, avvolti in fibre elastiche e collagene, che permette al derma di aderire al corpo dell’ago fino ad ottenere una sorta di ‘autotrapianto’ del tessuto”.

Controindicazioni? “Non ce ne sono e ci si può mettere subito al sole, a differenza di quanto avviene per esempio, con trattamenti all’acido ialuronico. L’unico incoveniente può essere, nel caso del trattamento con aghi, la comparsa di piccoli ematomi che spariscono nel giro di qualche giorno. Poi, certo, il trattamento può essere più o meno efficace a seconda di quanto sono ‘sfruttati’ i tessuti e non è solo questione di età: ci sono ragazzine perennemente a dieta, che hanno una qualità dei tessuti decisamente sfibrata”.

 

 

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Quali sono i vantaggi rispetto al tradizionale filler?

“In primis c’è da dire che il risultato finale sarà più duraturo rispetto a quello di un intervento con filler che dura per un massimo di 8 mesi. A seconda del paziente, infatti, l’effetto push up può arrivare a durare anche 2 anni. Inoltre, a differenza dell’acido ialuronico che spesso crea avvallamenti, nel caso del vibrance, l’aspetto della pelle è più omogeneo e addirittura si riesce in alcuni casi ad attenuare i tipici inestetismi della ritenzione idrica”.

Per ottenere un risultato adeguato sono necessarie circa una decina di sedute, da ripetere a una distanza di 15 giorni l’una dall’altra, il tempo necessario ai tessuti per rigenerarsi totalmente. Il trattamento ha un costo di circa 200 euro, per una seduta di 30 minuti.

* La dottoressa Antonella Castaldo è laureata in Medicina e Chirurgia in Italia e poi ha continuato e perfezionato i suoi studi negli USA  e, in particolare a Los Angeles. Opera fra Napoli, Milano e Roma. Dal 2011 è membro della SIMECNA, Società Italiana Medicina Estetica Chirurgia Non Ablativa ed è iscritta all’ordine dei medici di Napoli. Per info www.antonellacastaldo.com