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Alitalia, quella strana mossa per salvarla. Offerta di 1,5 miliardi dagli Usa

Alitalia, quella strana mossa per salvarla. Offerta di 1,5 miliardi dagli Usa
sciopero alitalia (2)

Mentre infuria la polemica sull’opportunità che il governo investa 3 miliardi di euro per tentare l’ennesimo salvataggio di Alitalia, USAerospace Associates, compagnia che fa capo alla signora Michele Roosevelt Edwards (anche nota come Michele Ballarin, dal cognome del secondo marito, Gino Ballarin, un ex barista del 21 Club di Manhattan poi divenuto gestore dell’esclusivo Georgetown Club a Washington) prova a bussare alle porte di Palazzo Chigi, chiedendo un incontro ai ministri Gualtieri, Patuanelli e De Micheli per ribadire “il proprio immutato interesse” a rilevare l’ex compagnia di bandiera italiana, interesse già manifestato lo scorso aprile quando il gruppo si era fatto avanti per il “lotto unico” al pari di Almaviva e della Sinergy Group di German Efromovich.

Quest’ultimo a sua volta ha già ribadito che non avrebbe problemi a investire anche “fino a un miliardo di euro” per rilanciare la compagnia alla quale a suo giudizio non servono 3 miliardi. USAerospace Associates ha invece messo nero su bianco “di essere già stata autorizzata a contrarre linee di finanziamento con un importante istituto statunitense, fino a un miliardo e mezzo di dollari, al fine di sostenere il piano strategico di rilancio di Alitalia”. Non solo: la compagnia guidata da Michele Roosevelt Edwards ha anche promesso un “basso impatto sui livelli occupazionali nel triennio” manifestando la volontà di far diventare l’aeroporto di Fiumicino l’hub e la sede direzionale ed amministrativa della compagnia.

Se è troppo bello per essere vero, a volte è perché non è vero dicono gli analisti di borsa. Il salvataggio di Alitalia non sarebbe il primo per USAerospace Associates che l’anno scorso ha rilevato gli asset (marchio, divise, sistema di prenotazione ed equipaggiamenti) della compagnia “ultra low cost” islandese Wow Air. Wow nel 2012 aveva acquisito la connazionale Iceland Express ma era poi fallita nel marzo 2019. A settembre una nota della Ballarin/Roosevelt Edwards annunciò un investimento fino a 100 milioni di dollari per il suo rilancio e di voler avviare i primi voli tra l’Islanda e gli Usa (destinazione Washington) da ottobre con 2 aerei, destianti poi salire a 10-12.

A ottobre però la società in un ulteriore comunicato spiegò che la vendita dei primi biglietti sarebbe partita in novembre e il volo inaugurale sarebbe stato effettuato entro dicembre, senza più indicare quale fosse l’aeroporto di destinazione e quanti aerei sarebbero stati impiegati. Poco dopo un portavoce precisò che inizialmente si sarebbe trattato solo di voli cargo, ma che successivamente sarebbero stati offerti voli passeggeri per l’Europa. Lo scorso 28 febbraio, Wow Air annunciava attraverso i suoi canali social che sarebbe presto “atterrata a Roma e in Sicilia” e che Wow Italy, sotto la guida di Giuseppe Cataldo (manager dal cui profilo su LinkedIn emerge che è stato presidente di Imetgroup.org ed è tuttora presidente di World Professional Consulting, entrambe società di Chicago), avrebbe iniziato voli cargo e passeggeri “nel prossimo futuro”.

Poco dopo, però, la pandemia portava prima il governo italiano e poi quasi tutto il mondo a introdurre severe limitazioni al traffico aereo (Alitalia, ad esempio, a fine aprile utilizzava appena 30 dei suoi 92 aerei, per 6 ore al giorno secondo quanto ha segnalato il commissario straordinario Giuseppe Leogrande). Così se già il timing dell’annunciata acquisizione di Wow aveva fatto sollevare più di un sopracciglio agli esperti del settore, dato che quella invernale è la stagione meno redditizia per il traffico aereo, anche questa volta più di un analista appare quanto meno cauto. A rendere ancora più particolare la vicenda è la storia personale della signora Ballarin/Roosevelt Edwards.

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Nata in West Virginia nel 1955, Michele ancora universitaria sposò un ricco reduce della II Guerra Mondiale ereditandone presto la fortuna, in parte investita nel 1986 quando, ancora 31 enne, si autofinanziò una campagna per cercare di farsi eleggere al Congresso tra le fila del partito Repubblicano. La campagna non andò a buon fine ma questo non impedì a  Michele negli anni successivi di sviluppare affari in Somalia, arrivando nel 2008 a negoziare la liberazione di una nave cargo ucraina, la Faina, sequestrata da un gruppo di pirati mentre trasportava un carico illegale di armi (tra cui 32 carri armati T-72 di fabbricazione russa) destinate dal Kenya al Sudan meridionale, in guerra con il governo di Khartoum.

Senonché pare che l’intraprendente americana contribuisse solo a far lievitare il prezzo del riscatto (a 35 milioni di dollari), tanto che nel febbraio 2009 l’allora ministro degli esteri ucraino, Volodymyr Ohryzko, chiese a Hillary Clinton, all’epoca Segretario di Stato, di ritirare l’incarico alla Ballarin/Roosevelt Edwards. Cosa che la Clinton fece rapidamente tanto che quando Barack Obama si insediò alla Casa Bianca la Balalrin/Roosevelt aveva firmato un altro contratto col Pentagono per raccogliere informazioni in Somalia. L’anno successivo l’intraprendente ereditiera avviava una sua compagnia aerea operante da Mogadiscio, Oasis Aviation Group.

Proprio con questa compagnia l’estate scorsa aveva presentato una prima offerta da 173 milioni di euro per rilevare Wow Air in blocco, ma la proposta era stata rifiutata dai liquidatori. Le trattative sono comunque proseguite ugualmente sino all’accordo annunciato lo scorso settembre tra USAerospace e Wow.

Semplici coincidenze e stranezze, o Michele dispone di buoni amici a Washington, in grado di “sponsorizzarla” adeguatamente, magari anche per evitare che l’Italia possa ricevere qualche “attenzione non gradita” da parte di Pechino in un momento di grande difficoltà economica per il paese oltre che per la sua ex compagnia di bandiera? Difficile dirlo, soprattutto se dovessero essere davvero coinvolte delle barbe finte, ma un motivo in più perché il governo italiano valuti con tutte le cautele del caso la proposta.