Amazon si appresta a entrare nel mercato delle spedizioni dominato dai vettori statunitensi UPS e FedEx. I due giganti ora hanno un nuovo competitor ossia “Amazon Supply Chain Services” che ha spiegato di voler consentire alle aziende di vendita al dettaglio in diversi settori di utilizzare la sua rete di approvvigionamento che copre trasporti marittimi, stradali, ferroviari e aerei. Amazon diventerebbe così uno dei principali attori nel settore della logistica statunitense, intensificando la concorrenza in termini di prezzi e velocità di consegna.
Del resto l’azienda vanta una flotta di oltre 100 aerei cargo, seconda solo a FedEx e UPS, oltre a una vasta rete di magazzini e centri di smistamento. La conseguenza dell’annuncio è stata immediata a Wall Street con le azioni di FedEx e UPS che hanno perso oltre il 9%, mentre quelle di Amazon sono salite di oltre il 5% dato che si tratta di una nuova e molto possibile area di crescita dei suoi ricavi.
La promessa è che le aziende che sceglieranno Amazon potranno trarre vantaggio dai suoi tempi di consegna, che vanno da due a cinque giorni, nonché dalle capacità di gestione delle scorte, oltre ad altri servizi di distribuzione e evasione degli ordini.
Anche altre società di logistica potrebbero avere contraccolpi dalla discesa in campo di Amazon. Tra queste DHL che infatti è scesa del 7% in Borsa. Amazon ha detto di aver già siglato accordi con il colosso dei beni di consumo Procter & Gamble, il gigante industriale 3M e l’azienda di abbigliamento American Eagle Outfitters .
Del resto le spedizioni business-to-business, rappresentano un segmento ad alto margine per le aziende di logistica, dato che le consegne tendono ad essere più frequenti, prevedibili e meno costose da gestire rispetto alle spedizioni ai consumatori.
Secondo gli analisti la mossa rappresenta il tentativo di Amazon di trasformare la logistica da un onere di costo a un prodotto infrastrutturale. Anche il successo di Aws, ossia Amazon Web Services, è cominciato in questo modo. Aws era stata lanciata nel 2006 per rinnovare l’infrastruttura It dell’azienda, ma poi si è successivamente evoluta fino a diventare il più grande fornitore di servizi cloud al mondo.

