A- A+
Economia

L’ultima disposizione del Ministero della Pubblica Istruzione in merito all’obbligatorietà di testi scolastici se non totalmente digitali, almeno in parte, dal 2014 è certamente da salutare con favore. Ma l’innovazione non deve trasformarsi in uno slogan e deve concorrere a formare giovani più colti e con un senso critico sempre più sviluppato. Questo criterio di giudizio deve essere propedeutico all’affrontare il problema della cosiddetta inclusione digitale o dell’alfabetizzazione digitale.

Le statistiche e dati relativi alla situazione italiana mostrano certo un situazione poco brillante relativamente alla cosiddetta inclusione digitale, cioè alla percentuale di popolazione in grado di prendere parte attiva nella società digitale, connettendosi in banda larga, utilizzando le applicazioni, relazionandosi tramite la rete con la pubblica amministrazione e in generali con i servizi di pubblica utilità. Secondo dati Istat del dicembre 2012, l’Italia risulta essere indietro in Europa. Le famiglie italiane con almeno una connessione internet sono circa il 62%, contro una media europea del 73%. E se parliamo di banda larga, il rapporto è di 52 a 67 su 100 famiglie. Inoltre, cresciamo meno di altri Paesi, come la Spagna.

Spesso le conclusioni tratte imputano questa situazione alla mancanza della connessione a larga banda o alla poca propensione all’utilizzo della rete di certe fasce della popolazione.

Ma è corretto rapportare i fruitori dei servizi in rete al totale della popolazione o, piuttosto, gli utilizzatori digitali devono essere confrontati con il campione di popolazione con un grado di cultura almeno intermedio? Perché il problema del cosiddetto “nuovo analfabetismo”, cioè la scarsa capacità di informarsi in maniera critica e di utilizzare appropriatamente la lingua italiana è radicale e profondo.

La situazione del nostro Paese in termini di analfabetismo e neo-analfabetismo non è certo confortante. In alcune regioni, secondo varie stime, il tasso di persone che non sanno leggere o scrivere arriverebbe addirittura al 10%, mentre le persone che avrebbero difficoltà a spiegarne il significato dopo aver letto una frase semplice sarebbe almeno un ulteriore 10%. Chiaramente, si tratta soprattutto di anziani, ma consideriamo anche l’impatto di tutti quei giovani che abbandonano la scuola e alle sempre maggiori difficoltà espressive riscontrate e verificabili nella scarsa qualità linguistica che emerge dall’utilizzo dei social media. Se valutiamo la diffusione dei pc e l’utilizzo della rete tra persone con un buon grado di istruzione, scopriamo che la situazione italiana è molto migliore di quanto appare dalle statistiche presentate. A questo punto, il ruolo della rete e dell’utilizzo delle nuove tecnologie nel sistema della Pubblica Istruzione può e dovrebbe essere orientato a migliorare il sistema formativo, l’educazione e la capacità di lettura degli Italiani.

Da questo punto di vista, la “e-inclusion” potrebbe essere la chiave per l’inclusione nella vita sociale e produttiva di cittadini che oggi ne sono ai margini. È questo un obbiettivo che tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo del Paese devono sentire come proprio, ancor di più in questa difficile situazione congiunturale, dove è necessario che tutti i cittadini possano contribuire alla crescita economica.

Cristiano Radaelli, Presidente ANITEC

Elisa Manna, Responsabile Politiche Culturali del Censis

Iscriviti alla newsletter
Tags:
digitaleanalfabetismodigital divide
i più visti
in evidenza
CorporateCredit, l'intervista al Ceo Giordano Guerrieri

Pnrr e opportunità per le Pmi

CorporateCredit, l'intervista al Ceo Giordano Guerrieri


casa, immobiliare
motori
Volkswagen presenta i nuovi suv ID.5 e ID.5 GTX coupé 100% elettrici

Volkswagen presenta i nuovi suv ID.5 e ID.5 GTX coupé 100% elettrici

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.