Bitcoin, quella caduta iniziata con la cattura di Maduro…
Continua la discesa del Bitcoin, arrivato a 63.000 dollari e lontanissimo dai suoi record, ormai la regina delle crypto è sempre più in caduta libera. Il segnale che moneta digitale per eccellenza è in difficoltà arriva anche dalla società Wlf quella della famiglia Trump che ha venduto 5 milioni di dollari in Bitcoin. I prezzi di Bitcoin hanno iniziato a vacillare a metà gennaio, a causa dell’instabilità geopolitica causata dalla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti e dalle minacce del presidente Donald Trump di prendere il controllo della Groenlandia.
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Anche la nomina di Kevin Warsh da parte di Trump a presidente della Federal Reserve ha contribuito al calo di Bitcoin, secondo gli esperti, nonostante la visione positiva di Warsh sulla criptovaluta. A complicare il quadro – riporta il Sole 24 Ore – si aggiungono poi le ultime indicazioni sul mercato del lavoro Usa: il rapporto dell’agenzia Challenger, Gray & Christmas a gennaio mostra infatti licenziamenti ai massimi e assunzioni ai minimi dal 2009 nel Paese. Numeri che preoccupano il mercato in attesa del rapporto sull’occupazione.

