Economia
Boccia: "Ora rimettere in moto l'Italia.Meno tasse partendo dal cuneo fiscale"

Boccia (Confindustria): "Rimettere in moto l'Italia scommettendo sulle ambizioni delle persone"
di Silvia Davite
"Insieme dobbiamo cavalcare le ambizioni delle persone, non le loro ansie. Il valore delle persone, i progetti concreti che ciascuno immagina di realizzare" scandisce il Presidente di Confindustria Boccia alla Festa nazionale del Partito Democratico, poche ore dopo che è stata resa pubblica la lista dei Ministri del Conte bis.
Paola De Micheli, il neo Ministro delle infrastrutture in pectore è a Roma e il dibattito davanti ad una sala non gremita come per Don Ciotti, stenta a decollare.
Il Presidente di Confindustria si concentra su alcuni punti chiave "dobbiamo ridare centralità al lavoro come prima missione del Paese per rispondere alle attese di tanti e pure come asse pedagogico culturale per superare un welfare orientato all'assistenza e non alla promozione sociale"
Boccia si affretta a dire che si inizia nella consapevolezza delle limitate risorse pubbliche e che per questo occorre puntare su poche misure capaci di sbloccare quel desiderio di realizzare, progettare e crescere dentro una sostenibilità ambientale e di sistema "che deve essere responsabilità di ciascuno in tutte le proprie azioni di cittadino".
Abbattere il cuneo fiscale, l'insieme delle tasse sul lavoro per dare più soldi in busta paga ai lavoratori e favorire un piano di assunzioni, a partire dai giovani: "questo - dice - è la priorità che abbiamo proposto inseme alle altre sigle, commercianti, artigiani, Rete Italia, sindacati. Lo abbiamo detto più volte al precedente governo e questo continueremo a chiedere".
Per Boccia il Premier conosce già a fondo le proposte delle imprese e nel leggere i punti alla base dell'accordo programmatico con cui Conte si presenterà alle Camere per la fiducia, commenta così: "occorre essere più incisivi sulla centralità della riqualificazione professionale delle persone, formazione, circolazione dei saperi, valorizzazione della produzione culturale: in questo paese bisogna riaprire velocemente il dibattito su quali siano le azioni per sbloccare l'ascensore sociale e poi metterle in pratica. Bisogna ridare possibilità di futuro, la possibilità concreta di migliorare la propria condizione. Se siamo capaci di fare questo, l'Italia riuscirà a risolvere i freni che la limitano, torneremo ad assere un Paese coeso.
In fondo il salto di qualità proposto dai corpi intermedi in questi mesi, risiede nella definizione comune di una medesima direzione di marcia, perché come diceva Goethe "non è importante essere d'accordo su tu tutto, ma lo è andare nella stessa direzione".
Il Presidente di Confindustria conclude con un doppio richiamo di diplomazia economica "con l'Inghilterra che per ora pare essersi posta ai margini del processo europeo, l'Italia acquista un'importanza strategica che noi per primi non dobbiamo sottovalutare, dovremo essere capaci di giocare il nostro peso ponderato nella relazione con Francia e Germania provando ad essere di volta in volta il Paese che offre un punto di equilibrio all'Europa. Non sarà possibile mettere insieme i debiti dei singoli paesi naturalmente, ma dovremo saper promuovere misure anticicliche capaci di superare l'arresto dell'economia tedesca. Penso innanzitutto al piano infrastrutture transnazionale, naturalmente. C'è poi il ruolo di piattaforma logistica, di collegamento, generatrice di saperi che il mezzogiorno può ambire ad essere nella relazione che l'Italia deve rafforzare con tutti i Paesi del Mediterraneo: quando analiziamo il flusso di investimenti e commesse verso alcuni Paesi africani, l'Europa ha una posizione che progressivamente rischia di diventare minoritaria davanti alla Cina per esempio. Bisogna riprendere la relazione con gli Usa nel Mediterraneo, forse... Dobbiamo assolvere alla nostra funzione naturale di ponte tra Europa e Mediterraneo e in questa chiave il sud deve pensare se stesso".
