Borsa in calo, Piazza Affari ancora debole
La Borsa di Milano apre debole in linea con le altre piazze finanziarie a causa delle tensioni internazionali. Pesa lo stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz, mentre il cessate il fuoco con l’Iran resta fragile nonostante Donald Trump abbia dichiarato che Israele e Libano estenderanno di altre tre settimane la loro tregua.
A Piazza Affari il Ftse Mib cede lo 0,65% a 47.594 punti. Sul listino brilla Stmicroelectronics grazie agli aumenti del target price da parte di Deutsche Bank, Equita e Banca Akros. Bene Saipem +0,83%, Eni +0,65% dopo i conti del primo trimestre, Banco Bpm +0,49%, Inwit +0,48%. In calo Avio -3,43%, Leonardo -2,93%, Fincantieri -2,43%, Moncler -2,23%.
Apertura in rialzo per lo spread tra Btp e Bund a 80 punti contro i 78 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale sale al 3,82% dal 3,78%.
L’euro apre poco mosso sotto quota 1,17 dollari. La moneta unica passa di mano 1,1680 (-0,02%) e 186,57 yen (+0,06%). Dollaro/yen a 186,57 (+0,10%). Il biglietto verde si avvia a registrare il primo guadagno settimanale in tre settimane, poiché lo stallo dei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran ha smorzato le speranze di un’immediata distensione in Medio Oriente.
Mentre Libano e Israele hanno esteso il loro cessate il fuoco di tre settimane prima della sua scadenza di domenica, l’Iran ha mostrato il suo controllo sullo Stretto di Hormuz diffondendo filmati dei suoi commando che assaltavano un’enorme nave mercantile, lasciando incerta la tempistica della riapertura del corridoio marittimo piu’ importante del mondo e mantenendo elevati i prezzi del petrolio.
L’indice del dollaro, che misura il valore del biglietto verde rispetto a un paniere di valute che include lo yen e l’euro, e’ rimasto pressoche’ invariato a 98,82 e si appresta a chiudere la settimana con un guadagno dello 0,58%.

