Borsa, Inwit finisce ko
Inwit va ko in Borsa dopo che Tim e Fastweb+Vodafone hanno firmato un accordo per realizzare e gestire fino a 6mila nuove torri per la telefonia mobile in Italia. L’intesa paritetica, aperta a investitori terzi, è infatti un duro colpo per Inwit, il principale operatore di torri trasmissive per tlc del Paese, che in Borsa è arrivato oggi a perdere oltre il 14%.
L’accordo fa seguito a quello già raggiunto a gennaio tra Tim e Fastweb per implementare congiuntamente parte della loro rete 5G in modo da evitare una duplicazione degli investimenti. La società controllata da Swisscom è infatti diventata il principale operatore di telefonia mobile in Italia dopo l’acquisizione per 8 miliardi di euro delle attività di telefonia di Vodafone nel nostro paese.
Inwit ha cercato di minimizzare e ha detto a Reuters che l’intesa rappresenta una “evoluzione” di quella precedente aggiungendo che il deal non ha alcun impatto sui contratti esistenti, destinati a rimanere in vigore fino al 2038. Il problema è che Tim e Vodafone sono i suoi principali clienti e quindi, dicono gli analisti di Intermonte l’accordo rappresenta “una chiara minaccia per Inwit” e arriva in una fase di confronto per la rinegoziazione dei contratti a lungo termine.
Inwit ospita sulle sue 25mila torri sparse in tutta Italia le antenne dei due operatori di telecomunicazioni che costituiscono la maggior parte del suo fatturato annuale che è pari a circa 1 miliardo di euro.
Entrambi gli operatori di telecomunicazioni stanno cercando da mesi di rinegoziare ovviamente al ribasso, i termini dei loro contratti con Inwit, che ovviamente si oppone a tale mossa. L’alternativa a questo accordo era infatti quella di sviluppare la copertura attraverso la stessa Inwit. Secondo gli analisti comunque sarà difficile per i due operatori uscire dai contratti già firmati con la società delle torri per via delle clausole sottoscritte. Nel lungo periodo l’intesa è positiva perché ottimizza il costo della sviluppo della rete 5G aprendo anche a nuovi investitori che saranno di natura finanziaria. Il closing è previsto nel secondo trimestre del 2026.

