La Borsa di Milano chiude in calo con il resto d’Europa, per i timori della crisi geopolitica. L’indice Ftse Mib cede l’1,02% a 44.152 punti. Sul listino, bene i titoli della difesa, mentre procedono contrastati gli energetici. A guidare i rialzi e’ Leonardo +3,39% e Fincantieri +2,59%. Eni +1,51%, Italgas -1,42%, Enel -0,6%, Snam +0,4% e Saipem -1,01%. Pesano i bancari con Mps, che cede il 2,74%, e Mediobanca, che arretra del 2,15%, dopo il defenestramento dell’amministratore delegato dell’istituto senese, Luigi Lovaglio. Male anche Bper Banca (-3,8%) e Banco Bpm (-1,88%). Maglia nera a Stm (-5,06%) e Telecom che scivola a -1,91%.
Borse europee negative in chiusura di seduta. Parigi ha ceduto lo 0,65% a 7.993 punti, Londra l’1,24% a 10.284 punti, Francoforte lo 0,94% a 23.591 punti e Madrid lo 0,99% a 17.074 punti.
Chiude in rialzo il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi a 76,1 punti, contro i 70,7 punti segnati in apertura e i 72 della chiusura precedente. Ha guadagnato 5,9 punti al 3,62% il rendimento annuo italiano contro gli 1,8 punti in più di quello tedesco al 2,86% e i 4,6 punti in più di quello francese al 3,51%.
Prezzi del petrolio sempre più alto con le dichiarazioni dal governo del Qatar sulla possibile interruzione delle esportazioni di gas in caso di conflitto prolungato nel Golfo e il presidente Donald Trump che chiede una “resa incondizionata” dell’Iran. Il Brent è balzato dell’8,2% a 92,46 dollari/barile mentre i futures del Wti americano hanno guadagnato +11,4%, bucando quota 90 dollari. In rialzo anche i prezzi del gasolio, con i contratti su marzo a Londra scambiati a 1.155 dollari/tonnellata (+7,3%).

