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Brand / ENAV, nuove nomine al vertice: il governo rinnova il CdA. Una storia che parte dalla smilitarizzazione dei cieli

Il nuovo Cda vede Sandro Pappalardo come Presidente, Igor De Biasio come Ad, e Stella Mele, Stefano Arcifa, Antonella Ballone e Cristina Vismara nel ruolo di consiglieri

Brand / ENAV, nuove nomine al vertice: il governo rinnova il CdA. Una storia che parte dalla smilitarizzazione dei cieli

Brand / La storia di ENAV tra Stato, mercato e sicurezza dei voli. Le origini della società che controlla il traffico aereo civile

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze accelera sul rinnovo delle partecipate e deposita le liste per i nuovi organi sociali. Tra queste figura anche ENAV, società strategica per la gestione del traffico aereo civile. In vista dell’assemblea degli azionisti del 14 maggio, il MEF – che detiene oltre il 53% del capitale – ha presentato, insieme al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la lista per il nuovo Consiglio di amministrazione: Sandro Pappalardo (presidente), Igor De Biasio (amministratore delegato), affiancati da Stella Mele, Stefano Arcifa, Antonella Ballone e Cristina Vismara come consiglieri. Un passaggio chiave per una società che rappresenta un’infrastruttura critica del Paese e che oggi si muove tra logiche di mercato e controllo pubblico.

ENAV è il fornitore esclusivo dei servizi alla navigazione aerea in Italia: dal controllo del traffico aereo (ATC) ai servizi di informazione volo (FIS), fino alle informazioni aeronautiche (AIS) e ai bollettini meteorologici aeroportuali. Opera secondo gli standard internazionali fissati dall’ICAO ed è vigilata dall’ENAC e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Una posizione che la configura come un vero e proprio monopolio naturale, ma con una forte regolazione pubblica.

Le origini: la crisi del 1979 e la fine del controllo militare

La storia di ENAV è indissolubilmente legata a uno dei momenti più delicati per l’aviazione civile italiana. Fino alla fine degli anni Settanta, il controllo del traffico aereo era affidato all’Aeronautica Militare, attraverso strutture come l’Ispettorato telecomunicazioni e assistenza al volo. Il 19 ottobre 1979, però, il sistema entrò in crisi: i controllori di volo militari, impossibilitati a scioperare, misero in atto una protesta senza precedenti dichiarandosi simultaneamente dimissionari e rifiutandosi di prendere servizio. Il blocco del traffico aereo ebbe un impatto immediato e portò la questione ai massimi livelli istituzionali.

Intervenne direttamente il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, che convocò una riunione con il governo guidato da Francesco Cossiga e i ministri competenti, imponendo un accordo che segnò l’avvio della smilitarizzazione del settore. Il tema era reso ancora più sensibile dal contesto dell’epoca, segnato anche dalle polemiche legate alla Strage di Ustica, che portarono sotto i riflettori il ruolo e le responsabilità del controllo del traffico aereo.

La nascita dell’ente civile e la riforma degli anni ’90

Nel 1981 nasce l’Azienda autonoma di assistenza al volo (AAAVTAG), primo organismo civile incaricato di gestire il traffico aereo. Si tratta inizialmente di un ente pubblico non economico, che segna il passaggio progressivo da una gestione militare a una civile. Nel 1996 arriva una prima trasformazione: l’ente diventa economico e assume il nome di ENAV. L’anno successivo, nel 1997, viene istituito l’ENAC, con il compito di regolazione, certificazione e vigilanza nel settore dell’aviazione civile. Si consolida così un modello istituzionale duale: da un lato ENAV, operatore tecnico; dall’altro ENAC, autorità di controllo. Un ulteriore passaggio normativo arriva con la modifica del Codice della navigazione del 2005, che attribuisce per legge a ENAV la gestione dei servizi della navigazione aerea, rafforzandone il ruolo esclusivo.

Il 1° gennaio 2001 ENAV viene trasformata in società per azioni interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. La riforma introduce una gestione più orientata all’efficienza e alla sostenibilità economica, pur mantenendo la funzione pubblica e il controllo statale. La società resta sottoposta alla vigilanza dell’ENAC e del Ministero delle Infrastrutture, mentre la Corte dei conti esercita il controllo sulla gestione finanziaria.

Il percorso di modernizzazione culmina nel 2016 con la quotazione in Borsa, avviata dal governo Enrico Letta e completata sotto l’esecutivo guidato da Matteo Renzi. L’operazione prevede la cessione di una quota minoritaria del capitale, mantenendo però il controllo pubblico. ENAV entra così nel mercato, collocandosi oggi nell’indice FTSE Italia Mid Cap.

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